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Goldman SachsRoma, 9 lug – La notizia è fresca: José Manuel Durao Barroso, ex presidente della Commissione Europea, massimo organo esecutivo dell’Ue, è stato nominato presidente (non esecutivo) di Goldman Sachs International, società parte della più grande e nota Goldman Sachs. Barroso sarà anche consigliere della capogruppo.

Dopo un’esperienza giovanile che lo portò ad essere leader della federazione degli studenti marxisti-leninisti, all’indomani della rivoluzione dei garofani aderisce al partito socialdemocratico, affiancando all’attività politica la carriera universitaria divisa tra le facoltà di scienze politiche e giurisprudenza. Parlamentare a Lisbona dal 1985 e più volte ministro, nel 2002 è nominato capo del governo portoghese, incarico che mantiene fino al 2004 quando sarà chiamato a reggere, e lo farà per due quinquenni, la Commissione Europea. E’ durante il suo mandato che si palesano le difficoltà dei paesi mediterranei, Grecia e Italia su tutti, emergenza affrontata con dosi massicce di rigore e austerità che hanno portato all’acuirsi della crisi stessa. Nel 2014 cede il passo a Juncker, per poi finalmente approdare a Goldman Sachs.

Non è la prima volta che la celebre (in positivo e negativo) banca d’affari americana effettua “scambi” – in un senso o nell’altro – con il mondo politico. Il più celebre ex dipendente di Goldman Sachs è probabilmente l’attuale numero uno della Bce, Mario Draghi, che dopo l’esperienza come funzionario al ministero del Tesoro italiano divenne vicepresidente europeo dell’istituto dal 2002 al 2005. Lo stesso dicasi per Mario Monti, che prima di venire nominato premier è stato consulente della banca dal 2005 al 2011. Non poteva mancare Romani Prodi, che ha intervallato periodi presso GS con incarichi di governo, sia a livello nazionale che comunitario. Analogo discorso per Massimo Tononi, in Goldman Sachs all’inizio degli anni ’90 per poi passare all’Iri guidata da Prodi, tornando sui suoi passi pochi anni dopo per divenire, infine, sottosegretario all’Economia nel breve governo Prodi fra il 2006 e il 2008, tornando poi, per l’ennesima volta, tra le fila della banca d’affari.

Oltre all’impegno politico, la costante di tutti coloro che sono passati per le porte girevoli di Goldman Sachs è il netto taglio di stampo pro-europeista. Da Draghi del “wathever it takes” per salvare l’euro al Barroso che per poco non ascoltava la Finlandia (ora in recessione nera, per inciso) concedendo davvero il Partenone in garanzia, al Prodi sostenitore delle magnifiche sorti e progressive della moneta unica. Tutte coincidenze? Probabilmente no: Goldman Sachs è stata tra i principali sostenitori della causa del “Remain” nel referendum britannico, uscendone con le ossa rotte. Sarà per questo che ora corre ai ripari?

Filippo Burla

5 Commenti

  1. Non c’è da stupirsi che Barroso vada alla Goldman; la commissione europea è formata da persone non elette dai deputati ma con un meccanismo tutto loro ed è in mano ai banchieri che si sono impossessati della stampa a costo zero del denaro; la BCE infatti è privata ed in mano a loro.E la Goldman Sachs è una loro creatura, multata per 6 miliardi di $ di recente per la produzione di…titoli tossici che hanno sfondato le casse di privati e di stati. Ovviamente mai nessuno della Goldman è stato arrestato; loro pagano volentieri le multe con l’accordo che il tutto venga messo a tacere.

  2. da; informarexresistere.fr;
    “…Barroso, presidente della Commissione europea uscente, già da tempo è stato indiziato in voci da corridoio e indagini anche serie, nel caso del rapimento della bimba Madeleine McCann, come spiegato dal giornalista di indagine poi misteriosamente deceduto Christopher Story (cfr. http://christopherstory.org/) il cui materiale sensibile comunque sta sparendo a vista d’occhio dal net….”

    Per Colombo,
    Oltre a voci sulla sua pedofilia,Barroso era da giovane un marxista, ma dato che i bolscevici finanziati dai banchieri occidentali sterminarono come prima cosa milioni di cristiani russi ,tutto torna.
    Da sempre il comunismo è stato usato dai banksters globalisti e dai sionisti(Marx ed Engels erano ebrei sionisti) per sottomettere interi popoli alla cosidetta “razza eletta”. Oggi la sottomissione è prevista con la globalizzazione di sinistra e la cancellazione degli stati sovrani per un superstato sovranazionale.Quindi tutto torna anche qui.Ricordiamoci che i sionisti non vanno confusi con gli ebrei tolleranti che sono la maggioranza e che sono persone sensibili e per bene.
    La pecora Barroso non ha fatto che ritornare all’ ovile dei suoi padroni, che di nascosto dominano e sottomettono interi popoli con moneta prodotta privatamente a costo zero dalle loro banche centrali private.E tale moneta prodotta dalle banche centrali incredibilmente dove è messa nei bilanci? Tra le perdite, mentre tra l’attivo mettono i titoli che comprano con quella moneta facendo una evasione fiscale spaventosa dell’ ordine di milioni di miliardi!! E i loro lacchè se la prendono sui loro media con l’imprenditore che evade un centesimo per sopravvivere e far sopravvivere i suoi lavoratori perchè le tasse servono ad arricchire questi usurai stranieri apolidi e quindi guai a non pagarle tutte!!

  3. Ave Cesare… (spero tu non sia abbigliato con la toga o peggio con una lorica segmentata, che altrimenti si dovrebbe chiamare la neuro!)

    Al di là della palese eco di un qualche spirito complottista di sto cavolo, trito e ritrito, intessuto su una narrazione, alquanto fantasiosa eppur parecchio risalente, di presunti patti “cripto-giudaici-massonici-bolscevichi-troskisti” etc. etc., è inutile scrivere pipponi in difesa di un articolo scritto, presumibilmente in prima battuta, in maniera distratta o faziosa (tanto che il titolo dello stesso è stato cambiato da chi gestisce il sito… ora si legge “il nuovo Presidente è un ex marxista”).

    Qualunque sega mentale ci si faccia, definire Barroso come un “marxista”, non solo è un’affermazione assurda e risibile; è anche, semplicemente, una boiata pazzesca. E per favore… non mi si venga a dire che “da giovane aveva la tessera del partito”, chè altrimenti in Italia dovremmo annoverare quali neo-bolscevichi tutti i componenti di quell’ “amena” umanità (che va da Bondi a Ferrara, passando per Paolo Liguori e quanti altri ancora…) che in gioventù hanno, aderito a partiti o movimenti “di classe”, con convinzioni, diciamo, abbastanza “variegate”…
    Non mi dilungherò ulteriormente sulle ragioni immense che separano, anzi, contrappongono ferocemente, chi pratica il conflitto sociale oggi, dalla dirigenza e dall’estabilishment finanziario europeo-comunitario…
    Ti basti un’unica frase.
    No, Barroso non è uno di noi. Parola di marxista… E marxista vero… non alla Fusaro…

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