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Nona puntata della nostra inchiesta sulla crisi del sistema bancario italiano.
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fondo bce Francoforte, 7 feb – “La Bce si comporta come un hedge fund, cioè una struttura di finanza a sua volta taroccata”. Sono passati cinque anni da quando Giulio Tremonti, con queste parole, si scagliava contro la Banca Centrale Europea. Ancora oggi però è opportuno partire da questa critica per capire meglio come funziona la Bce.

Andiamo con ordine. Intanto è opportuno spiegare che un hedge fund è fondo comune di investimento privato che produce rendimenti costanti nel tempo, facendo singoli investimenti ad alto rischio e contando sul fatto che un’operazione andata a buon fine può ampiamente compensare le perdite delle altre. Detto ciò, resta da capire come, e soprattutto, perché la Bce si comporta come un fondo speculativo. Qualcuno potrebbe pensare tali operazioni avvengano sulla base di accordi segreti tra i banchieri del Vecchio Continente. In realtà, è sufficiente leggersi il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e lo Statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea. In base all’articolo 127, paragrafo 2: “I compiti fondamentali da assolvere tramite l’Eurosistema sono: definire e attuare la politica monetaria per l’area dell’euro; svolgere le operazioni sui cambi; detenere e gestire le riserve ufficiali dei paesi dell’area dell’euro (gestione di portafoglio); promuovere il regolare funzionamento dei sistemi di pagamento”.

Per dimostrare la tesi di Tremonti, è sufficiente capire come funzionano le “operazioni sui cambi” chiamati anche “operazioni di mercato aperto” o “pronti contro termine”. Solitamente queste sono operazioni temporanee, in cui ad esempio nel primo periodo si compra una certa quantità di titoli e in un periodo successivo si vende la stessa o una diversa quantità dello stesso titolo, in modo tale da permettere una certa flessibilità nell’azione della banca centrale. Questo tipo di operazione si inserisce nel principio di libero mercato adottato dall’Unione Europea. Francoforte emette un titolo a breve (PT) per drenare liquidità dal mercato a un tasso molto basso, con cui copre l’emissione di moneta fatta per l’acquisto di BTP. Poi se vende il titolo remunera il PT effettuato, altrimenti lo rinnova finché non lo vende. In questo modo, la Bce fa da hedge fund, in pratica arricchisce solo i suoi azionisti.  Quello che può sembrare una distorsione del sistema è però solo il frutto della scrupolosa attuazione dei trattati. La Bce non è un prestatore di ultima istanza, quindi non può stampare tutte le banconote che vuole anche a costo di inflazione. Questa scelta fu fatta perché lo scopo istituzionale dell’Eurotower  è la stabilità dei prezzi e il mantenimento del livello di liquidità necessario.

Per dimostrare quanto detto ci basterà riflettere sul famoso Quantitave easing. Si parla di Qe, quando le banche centrali, in questo caso la Bce, si pongono quali acquirenti di beni (generalmente si tratta di azioni o titoli di stato) con denaro creato “ex-novo” e al fine di incentivare la crescita economica (per questo il QE viene anche chiamato “stimolo”). Principalmente, al quantitative easing si associano due effetti. Il primo è l’aumento dell’attività economica frutto della maggiore circolazione di liquidità.  Il secondo è l’abbassamento del costo dei prestiti con l’acquisto da parte della banca dovrebbe far aumentare la domanda dei titoli e, allo stesso tempo, ridurne i costi. Teoricamente, l’allentamento monetario dovrebbe avere l’effetto di facilitare l’accesso al credito e, per conseguenza, stimolare la crescita economica. In Europa, però, le cose sono andate diversamente. Dopo quasi due anni dall’avvio dei massicci acquisti di titoli da parte della Banca Centrale Europea (sono attualmente ottanta i miliardi che ogni mese vengono iniettati nel mercato), in tutta l’Eurozona l’inflazione rimane attorno allo zero e i prestiti alle imprese, in particolar modo in Italia, sono in calo.  La crescita economica è al palo così come l’inflazione. Il tanto auspicato aumento della liquidità non si è visto. In sintesi, le scelte di Francoforte finora non sono riuscite ad essere un concreto e reale stimolo di crescita per l’economia reale.

La Bce, dunque, continua ad operare sui mercati azionari come un qualsiasi hedge fund, alimentando la spirale speculativa della grande finanza. Il tutto, però, nel pieno rispetto dei Trattati.

Salvatore Recupero

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