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Roma, 14 mag – C’è un filo rosso che lega le lacrime della Bellanova a quelle della Fornero. Ieri il ministro dell’Agricoltura si è commossa in diretta per la sanatoria degli immigrati irregolari, nel 2011 l’allora ministro del Lavoro pianse nel presentare una riforma delle pensioni, quella sì davvero “lacrime e sangue”. E’ come se il pianto in diretta di un ministro donna, spontaneo o calcolato che sia, suggelli un passaggio epocale, dia sfogo alla tanta tensione dietro una decisione solenne. In verità, la realtà dei fatti è molto più prosaica. Oltre che terribile. Come la Fornero allora, la Bellanova oggi mentre piange dà una tragica fregatura agli italiani. L’allora ministro del governo Monti ha messo nei guai decine di migliaia di italiani, i tristemente noti esodati, con uno scempio tale del sistema pensionistico sanato in parte, anni dopo, solo dalla controriforma della Lega nel primo governo Conte. La renziana con il pallino degli immigrati, invece, si è commossa per una norma, citata con scrupolosa precisione nonostante l’emozione del momento, “l’articolo 110 bis sulla emersione dei rapporti di lavoro”, grazie al quale “da oggi gli invisibili saranno meno invisibili“. Sta forse parlando degli italiani? No, di clandestini. Perché questo sono immigrati con permesso di soggiorno scaduto.

Quante lacrime dovranno ancora versare gli italiani?

Quante lacrime dovranno ancora versare gli italiani che stanno assistendo a tutto questo? Lavoratori a casa da mesi, in attesa della cassa integrazione. Rimandata perché la ministra renziana si è impuntata fino a minacciare le dimissioni se nel decreto Rilancio non fosse stata inserita la sanatoria degli immigrati, misura inizialmente osteggiata dal M5S, che poi si è piegato a Iv e Pd per ragioni di poltrona. In effetti, ciò che incolla tra loro i giallofucsia è lo stesso adesivo che li tiene ben saldi sulle poltrone. Quanto devono piangere ancora gli imprenditori, i commercianti, i genitori lavoratori? Visto che i negozi sono ancora chiusi e le scuole per quest’anno non riapriranno.

Le lacrime non sono tutte uguali

Quindi, no. Le lacrime non sono tutte uguali. Quelle della Bellanova, colpevole di aver rallentato per giorni il varo di un decreto che prima o poi farà arrivare qualche soldo in tasca agli italiani per la logica delle bandierine (magari la sua reazione era di gioia per la vittoria politica incassata), sono uguali a quelle della Fornero. Anzi, identiche. Ma sono lacrime da ministro. Non sono in alcun modo paragonabili a quelle, magari di rabbia, di certo di disperazione, di tanti italiani tappati in casa per mesi con il rischio di essere multati se non avevano capito bene le disposizioni di Conte per l’emergenza coronavirus. Italiani a cui adesso si dà una mancetta di 500 euro per andare in vacanza. In vacanza da quale lavoro? La Fornero mise nei guai tanti lavoratori che avevano diritto alla pensione. Oggi la Bellanova passa sopra tanti italiani per dare un lavoro agli immigrati. Presto gli italiani non avranno più neanche gli occhi per piangere.

Adolfo Spezzaferro

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5 Commenti

  1. Le lacrime della Bellanova, come quelle della Fornero, appaiono isteriche, frutto di un fallimento totale mascherato da un compromesso! Penso che entrambe non siano così imbecilli da non aver compreso che a medio-lungo termine non hanno risolto nulla, anzi, procrastinando, hanno facilmente peggiorato la questione. Povera Italia…, quasi impotente per servi incapaci, impossibilitati nel ribellarsi.

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