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Roma, 9 mag – Marco De Benedetti è un editore immacolato. Dal giugno 2017 è il presidente del Gruppo Editoriale Gedi, affidatogli dal padre Carlo. Si tratta di un’impresa multimediale che, attraverso la controllata Gedi News Network, pubblica importanti e inattaccabili quotidiani come La Repubblica e La Stampa. Oltre a diversi periodici inappuntabili e noti per inchieste scottanti come L’Espresso. E’ insomma un gruppo editoriale vasto, proprietario anche di varie radio ed emittenti televisivi, tra cui Radio Dj, Radio Capital e m2o TV.



Marco De Benedetti è quindi un uomo di successo, con un discreto capitale, ma adesso scopriamo che il figlio del celebre ingegnere non ha pagato i lavori di manutenzione del suo yacht di 43 metri. Il tribunale di Massa ha così pignorato il suo Sirahmy battente bandiera britannica, su richiesta dei Nuovi Cantieri Apuania (Nca). E’ quanto rivelato da La Verità. I Nuovi Cantieri di Marina di Carrara vantano un credito di 615mila euro per lavori di manutenzione eseguiti lo scorso inverno e non pagati. Di conseguenza oggi lo yacht di De Benedetti è stato bloccato e se la Nca entro il 2 giugno non riceverà il cospicuo saldo, potrebbe a quel punto mettere all’asta la barca.

Disavventure in casa De Benedetti

“Lo yacht – ha dichiarato Tommaso Bertuccelli, llegale di Nca – è sotto sequestro da metà aprile quando, in assenza dei pagamenti dei lavori, il cantiere si è cautelato ottenendone il sequestro”. Il 29 aprile scorso, il tribunale “ha emesso un decreto ingiuntivo esecutivo per la stessa somma dei lavori di restauro da versare ai cantieri, anche valutando che il comandante dello yacht ha firmato carte che attestano le vari lavorazioni fatte a bordo”, ha spiegato l’avvocato.

Una “disavventura” che in casa De Benedetti però non è propriamente un fulmine a ciel sereno, visto che il padre di Marco, si vide contestare dalla Guardia di Finanza l’omessa dichiarazione di investimenti detenuti in Stati o territori a fiscalità privilegiata” per un altro yacht, il My Aldabra, registrato alle isole Cayman.

Eugenio Palazzini

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