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il bociaBergamo, 3 mar – “Perché Gesù Cristo è il capo degli ultrà. Alleluia, alleluia”. Questo coro tra blasfemo e canzonatura ci porta ai piedi di una storia che unisce sacro e profano, passa attraverso i pennelli di un artista intrecciandosi con la voce ed il carisma di uno dei capi ultras più conosciuti nella penisola, per portarci precisamente a Bergamo.

I protagonisti Andrea Mastrovito artista bergamasco, in forte ascesa nel panorama dell’arte internazionale, e Claudio Galimberti – per l’Italia il Bocia – leader della curva orobica. Tecnica & genio con fermezza & comando, due binomi a stretto contatto in questa storia fatta di gradinate. Ma torniamo all’attualità per recarci nella chiesa del nuovo ospedale del capoluogo lombardo esattamente in fronte ad un’opera installata dietro l’altare, che rappresenta una gigantesca Crocefissione serigrafata su lastre di vetro, composizione realizzata insieme al maestro del decoratore Stefano Arienti. Scenografica, imponente con dedica e rappresentazione di Papa Roncalli – la chiesa è stata intitolata al “Papa buono” – in venerazione verso Cristo. Ad attirare l’attenzione è il volto di Gesù, basta una rapida occhiata per fugare ogni dubbio: il Figlio di Dio del Mastrovito è il Bocia. 

Le due personalità si conoscono da anni, entrambi cresciuti a pane e calcio, entrambi con una passione che va oltre il pallone la Dea. Il pittore – detto Giotto dai supporter nerazzurri – il 19 maggio del 2013 progettò e realizzò una coreografia per la curva atalantina, esposta durante la partita Atalanta-Chievo, che rappresentava la formazione neroblù del 1962/63, quella vincitrice della Coppa Italia.

Il Corriere della Sera fa rimbalzare in tutto il paese la notizia, con tanto di frate francescano reo-confesso, mentre Galimberti si trova sotto regime di sorveglianza speciale. Per intenderci deve restare in casa dalle 22 alle 6 e non può partecipare a riunione pubbliche frequentate da persone pregiudicate, il tutto per 18 mesi. Allora quel volto fa scandalo, quella barba brizzolata e quei capelli lunghi, quello sguardo verso il cielo con il fisico segnato dalle vergate, corpo del reato da indicare ed additare. Del resto, se al fianco di Cristo c’erano i due ladroni, dove sta scritto che non potesse esserci anche un capo ultras?

Lorenzo Cafarchio

 

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