Roma, 27 ott – Papa Francesco nomina Jeffrey Sachs membro ordinario della Pontificia accademia delle scienze sociali. Una chiamata che potrebbe non giustificare sdegno, a patto di non sapere chi sia Sachs, economista e autore del libro La fine della povertà.



Francesco e l’economista Jeffrey Sachs

“Non poteva che finire così, come tutti i grandi amori”, afferma sarcasticamente l’articolo de La Verità dedicato all’argomento. E in effetti, vedendo chi è l’economista Jeffrey Sachs, non rimane molto spazio oltre quello della truce ironia. Non casualmente Sachs è stato chiamato dal Vaticano anche per le sue idee ambientaliste e di mutamento radicale del sistema economico. Sconvolgimenti i quali sarebbero possibili a suo avviso con nuovi metodi di controllo della procreazione.

Nel 2011 Sachs aveva dichiarato alla Cnn che “che una delle chiavi di sviluppo è la ‘riduzione dei tassi di fertilità’, che tradotto significa soprattutto contraccezione e aborto”. Non esattamente principi squisitamente cristiani e nella fattispecie cattolici, ma il pontificato di Francesco ci ha abituato, se non su tutti almeno su alcuni dei temi portanti della fede, all’ambiguità.

Ovviamente, la stampa progressista tende ad essere meno esplicita del quotidiano diretto da Maurizio BelPietro. E un esempio è Domani di Stefano Feltri, che su Francesco e la nomina a Sachs usa termini ed espressioni decisamente più neutrali. “Sachs è stato uno degli autori principali dell’enciclica “climatica” Laudato si’ del 2015 e da allora è stato onnipresente nei dibattiti economici e sociali nell’orbita vaticana. Ma la sua filosofia economica è in tensione su molti aspetti con la dottrina della chiesa.” Come a dire, meglio dimenticarsi di aggiungere ad “aspetti” l’aggettivo “decisivi”. Ma sono dettagli.

Jeffrey Sachs, il dirittoumanista di Detroit

Jeffrey Sachs nasce e cresce a Detroit, nel Michigan. Diplomatosi alla Oak Park High School, si laurea ad Harvard nel 1976, dove dal 1983 è professore di economia. Di famiglia ebraica, Sachs viene definito un “filantropo e difensore dei diritti umani”, questo sebbene si sia ritrovato a difendere la Cina di Xi Jiping su alcune posizioni socio-economiche.

La presenza in Vaticano di Sachs potrebbe essere frutto del consulto del monsignor Sanchez Sorondo, il vescovo argentino consigliere delle accademie pontificie delle scienze sociali, che aveva dichiarato, proprio a proposito di Pechino: “In questo momento, quelli che realizzano meglio la dottrina sociale della Chiesa sono i cinesi”. Di sicuro, Sachs è un sostenitore della globalizzazione, dal momento che a suo avviso detta “dottrina sociale”, “offre una cruciale via verso un’etica globale dello sviluppo sostenibile”.

Stelio Fergola

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