Roma, 27 ott – L’incubo di Letta e del Pd si è avverato: al Senato passa la tagliola di Lega e FdI sul Ddl Zan ed è scattato lo stop. Non ci sarà dunque l’esame degli articoli del provvedimento. Il risultato è arrivato dopo il voto segreto ritenuto ammissibile dalla presidente Elisabetta Casellati. A favore hanno votato 154 senatori, contrari 131, astenuti 2. Subito dopo l’esito del voto dell’aula Casellati ha convocato la conferenza dei capigruppo.



Affossato il Ddl Zan, passa la tagliola di Lega-FdI al Senato

Alessandro Zan e il Pd ovviamente si stracciano le vesti. “Chi per mesi, dopo l’approvazione alla Camera, ha seguito le sirene sovraniste che volevano affossare il Ddl Zan è il responsabile del voto di oggi al Senato. E’ stato tradito un patto politico che voleva far fare al Paese un passo di civiltà. Le responsabilità sono chiare“, scrive su Twitter il deputato Pd promotore e firmatario del del testo. Il Pd non si capacita dell’esito del voto sulla tagliola che ha di fatto affossato il Ddl Zan. “Noi ci aspettavamo 140 voti di chi era a favore del Ddl e quindi contro la tagliola, ne mancano all’ appello almeno 16“, spiegano fonti dem al Senato. Ora il Pd cercherà di capire se i franchi tiratori sono dentro il partito o nell’area più allargata che ufficialmente era a favore del Ddl Zan.

Esulta la Lega, Salvini: “Ora ripartiamo dalle nostre proposte”

Per Salvini l’esito del voto è un punto e a capo. “Sconfitta l’arroganza di Letta e dei 5Stelle. Hanno detto di no a tutte le proposte di mediazione, comprese quelle formulate dal Santo Padre, dalle associazioni e da molte famiglie, e hanno affossato il Ddl Zan. Ora ripartiamo dalla proposte della Lega. Combattere le discriminazioni lasciando fuori i bambini, la libertà di educazione, la teoria gender e i reati di opinione”, afferma il leader della Lega. “Evviva, vittoria! Grazie alla mia richiesta di non passaggio all’esame degli articoli e di voto segreto si è posto fine, definitivamente, al Ddl Zan, affossato con ben 23 voti di scarto! Quando i professionisti scendono in campo è meglio che i dilettanti restino in panchina…”. Esulta il leghista Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato.

Casellati difende la decisione di concedere il voto segreto

“Sono arrivate due richieste di voto a scrutinio segreto, il presidente ritiene ammissibili queste due richieste, a firma Calderoli e La Russa (FdI, ndr), in base al regolamento e ai precedenti”, aveva detto stamane la Casellati. “Io sono stata esclusivamente chiamata a giudicare sulla votazione segreta che è una questione puramente giuridica. Infatti -chiarisce la presidente del Senato – ho citato il regolamento e i precedenti che mi hanno indotto alla concessione del voto a scrutinio segreto. Credo che la mia decisione, per quanto ritengo sia legittimo contestare perché si tratta di una interpretazione, abbia delle solidi fondamenti di carattere giuridico”. La Casellati a conforto della sua decisione cita alcuni precedenti che hanno autorizzato la presidenza alla concessione del voto segreto.

Come funziona la tagliola

Ma come funziona la cosiddetta tagliola? Eì una procedura parlamentare che può condizionare di fatto la sorte di un provvedimento. E’ prevista dall’ articolo 96 del regolamento del Senato. “Prima che abbia inizio l’esame degli articoli di un disegno di legge, un senatore per ciascun gruppo può avanzare la proposta che non si
passi a tale esame”, recita l’articolo. In sostanza, prevede che, conclusa la discussione di un provvedimento, non si proceda all’ esame degli articoli. Né al voto degli emendamenti, come da prassi. Se la tagliola viene approvata, il disegno di legge si arena perché a quel punto, fermandosi l’iter parlamentare, quella votazione corrisponde a una bocciatura del provvedimento. Di conseguenza si deve ricominciare da zero ma bisogna aspettare almeno sei mesi, per una proposta di legge che, una volta depositata, deve essere calendarizzata da uno dei due rami del Parlamento per la discussione.

Insomma, ora i giallofucsia sono in subbuglio e si lanciano accuse incrociate. Il succo è che almeno per adesso possiamo dire addio alla legge-bavaglio che vorrebbe imporre il gender e punire chi non la pensa come la lobby Lgbt.

Adolfo Spezzaferro

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