Home » Biancaneve e i sette nani senza nani: l’ultimo ictus politicamente corretto è delirante

Biancaneve e i sette nani senza nani: l’ultimo ictus politicamente corretto è delirante

by Stelio Fergola
1 commento
biancaneve politicamente corretto

Roma, 18 lug –  Biancaneve senza i nani. Qualcosa si era già “odorato” ufficialmente lo scorso anno, quando l’attore Peter Dinklage, affetto da nanismo, aveva definito “offensiva” la presenza dei “diversamente alti” (concedeteci l’ironia fin da subito) protagonisti della celebre favola. Ora però il sogno politicamente corretto (incubo per i normali) è diventato realtà.

Biancaneve e i sette nani senza i nani

Potevano titolarlo così, diciamola tutta. Anche se anche i titoli “hard” richiamati sui social in questo caso si sono sprecati. Qualcuno ha decisamente rispolverato i ricordi di un’adolescenza decisamente poco pura ma anche parecchio ironica. Perché di Biancanere sopra o sotto i nani, diciamo anche questo, ne abbiamo sempre sentito parlare: e altrettanto probabilmente, nessuno potrebbe averlo mai visto. Era semplicemente un argomento “da piazza”, da cazzeggio e da battuta facile. Poi possiamo essere franchi: le foto dal set esprimono la stessa qualità visiva e fotografica di un film porno. Comunque, la stessa battuta “hard” sui nani, oggi è vietata quasi con una condanna al patibolo, perché la ragione l’abbiamo persa da un pezzo, come collettività. Portare la fiaba dei fratelli Grimm a non essere più la favola dei fratelli Grimm è l’ennesimo omicidio della fantasia di un sistema culturale dominante che ha deciso di rendersi ridicolo giorno dopo giorno. Anche se, ammettiamolo, è anche una bella notizia: diversamente, ci divertiremmo molto meno.

Perché realizzare la storia di una favola senza raccontare la favola?

La domanda sorge spontanea: ma se Biancaneve viene raccontata senza i nani e senza il principe, che diamine di Biancaneve è? Un conto è re-interpretare una storia popolare (anche quello è spirito artistico, il caso più celebre e valido resta il Pinocchio “ignavo” narrato da Walt Disney nel 1940 rispetto al burattino “malvagio” originale di Collodi), un altro è rendere di fatto inutile la storia. Insomma, la Biancaneve che si salva da sola perché è autonoma, che non ha bisogno del principe, con i nani sostituiti dalle figure magiche (anche qui la più banale delle domande: “perché?”) è roba propagandistica talmente farsesca da fare invidia ai regimi totalitari novecenteschi tanto presi di mira dal regime – perché si questo si tratta – liberal occidentale.  Ma noi vogliamo volare con la fantasia, e diciamo: basta con tutto questo tradizionalismo, cara Disney. Eliminiamo direttamente Biancaneve e chiamiamola Biancanevo, facciamolo salvare da una principessa trans (lì il bacio salvifico trans non può essere patriarcale!) e creiamo creature ancora più fluide di quelle già stabilite per il live action in essere (che sarebbero di sesso variabile ma non sufficientemente variabile, e l’arcobaleno esige sempre di più).  Perché accontentarsi, a questo punto vogliamo tutto: per sprofondare verso il delirio puro e semplice, che dei compromessi ne abbiamo fin sopra i capelli.

Stelio Fergola

You may also like

1 commento

Germano 19 Luglio 2023 - 8:10

Auspico la fine della guerra di Israele contro la Russia… scusate l’Ucraina e che la nuova mappa geopolitica mondiale porti all’annientamento di questa ondata di globalisti inquinanti, una setta maledetta che deve sparire dal pianeta.

Reply

Commenta

Redazione

Chi Siamo

Il Primato Nazionale plurisettimanale online indipendente;

Newsletter

Iscriviti alla newsletter



© Copyright 2023 Il Primato Nazionale – Tutti i diritti riservati