Roma, 4 feb – La birra sta subendo un notevole aumento dei prezzi. Come riportato da Adnkronos, una pinta di “chiara” in particolare ha avuto un bel “boom” negli ultimi mesi.

Birra, cosa c’è dietro l’aumento dei prezzi

Il 2022 sta testimoniando un aumento: la birra infatti sta vedendo accrescere i suoi prezzi, e a farne le spese per ora sono soprattutto i consumatori britannici e irlandesi. Una birra  ‘chiara’ aveva dei prezzi intorno ai 3,96 euro nel 2010, che sono passati a 4,80 euro nel 2020 e ad oltre 5,30 euro nelle ultime settimane. A questo si aggiungano le previsioni sul calo della produzione del 16% per colpa del riscaldamento globale, che inciderebbe sulla produzione degli ingredienti della bevanda, ovvero orzo, luppolo e malto.

Ma per la birra i prezzi salgono ovunque, pure in Belgio, dove il costo è aumentato del 2,5% all’anno, con un’impennata del 4,4% tra il marzo 2020 e il marzo 2021. Secondo i produttori AB InBev e Alken-Maes ciò nasce dalla crescita dei costi di produzione.Per chi produce la bevanda sono aumentate le bollette energetiche ma anche i costi degli imballaggi, del trasporto e le materie prime.

Carlsberg ridimensiona le previsioni, 2022 “anno difficile”

Uno dei produttori di birra più famosi al mondo, Carlsberg, ha avuto una crescita degli utili del 13%, ma ciò nonostante ha rimodulato verso il basso le stime per l’anno in corso. E la ragione sono di nuovo i costi delle materie prime. Il produttore di birra danese comunica, in una dichiarazione che “il 2022 sarà un altro anno difficile. Il coronavirus continuerà a influenzare i nostri mercati in misura diversa. Allo stesso tempo, il nostro business sarà influenzato dal notevole aumento delle materie prime”. Quale strada per combattere la recessione? Quasi scontata: un aumento dei prezzi. In italia intanto, i birrifici artigianianli stanno affrontando molte difficoltà, e il crollo dei consumi si aggira intorno al 15% (con picchi verso il basso anche del 30%). Ma nonostante il Covid, il comparto delle birre è comunque ha generato un valore di oltre 8,1 miliardi.

Alberto Celletti

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2 Commenti

  1. Peccato che nessuno sottolinei come le aziende di birra siano entrate pesantemente nel capitale di ditte presenti in settori non alimentari pure antagonisti come quello medicale. Perché la birra non è propriamente sana soprattutto quella industriale. Fuori i dati di confronto fisico-intellettivo tra i grandi popoli bevitori costanti di birra con quelli “vinaioli”…
    (La birra costa di più anche per reggere la debacle di ben altri settori giunti al binario morto progressista).

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