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bolla bitcoinRoma, 28 mag – In queste ultime settimane si sta sentendo spesso parlare di Bitcoin, principalmente per due ragioni. In primis perchè Wannacry, il virus responsabile dell’epidemia globale che criptava i file, ha richiesto pagamenti in questa valuta per decriptarli. La seconda ragione è dovuta al fatto che per la prima volta il valore di un singolo Bitcoin ha sfondato il tetto dei 2500 dollari arrivando quasi a toccare i 2800, il massimo storico, basti pensare che circa sette anni fa un bitcoin valeva “zero virgola qualcosa” e l’ultima volta che la valuta superò la soglia dei 1000 dollari era il 2013.



Ma cosa sono i Bitcoin e perchè il loro valore sta aumentando vertiginosamente? Bitcoin è una ‘criptovaluta’ creata nel 2009, probabilmente come reazione alla crisi finanziaria del 2008, cui dell’inventore si conosce solo lo pseudonimo e non il nome reale. A differenza delle valute tradizionali essa non fa capo ad un ente centrale, ma utilizza un database distribuito tra i nodi della rete, il cosiddetto Blockchain, ovvero un registro pubblico dove si tiene traccia di ogni singola transazione. Senza addentrarci nei tecnicismi, com’è facile da immaginare, maggiori sono gli investimenti nella valuta, più questa acquisisce valore. Da ciò è semplice intuire anche il perchè dell’alta volatilità dell’andamento bitcoin sui mercati e infatti, come spiegano su Vice, “quando le persone acquistano dei bitcoin con del denaro reale, ne fanno aumentare il valore e, quando convertono i loro bitcoin in denaro reale, questo valore scende.” Tale processo però, viene ripetuto migliaia di volte al giorno.

Fatto sta che dall’inizio dell’anno il prezzo di un bitcoin è aumentato del 180% e solo nel corso di maggio è raddoppiato, viene quindi da chiederci quali siano i fattori di traino di questa inarrestabile crescita. Ebbene, alcuni fattori sono prettamente tecnici, ad esempio, come illustrato da Il Sole 24 Ore “nella community di utilizzatori sembra si sia raggiunto un accordo per un aggiornamento tecnologico che sostenga un aumento della capacità di transazione della moneta virtuale”, che come abbiamo visto sfugge ai controlli delle banche centrali, inoltre sempre più aziende hanno iniziato ad accettare bitcoin come mezzo di pagamento. Ma probabilmente, fattore di traino principale è l’interesse giapponese nei confronti della criptovaluta, che da Aprile è divenuta in Giappone metodo legale di pagamento e nello scorso weekend gli scambi denominati in yen giapponese hanno rappresentato oltre la metà del totale.

In conclusione, è necessario sottolineare un punto che per certi versi può essere preoccupante. Come riportato infatti su “MarketWatch”, noi non siamo a conoscenza dei contratti collegati a questa criptomoneta e tanto meno siamo a conoscenza di quanto questa sia radicata profondamente nel sistema finanziario, di conseguenza, qualora il “presunto” valore della valuta si riveli una bolla e questa esploda, non è detto che ne risentiranno solo i possessori.

Edoardo Martino

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