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Lecce, 30 gen – La lunga vicenda relativa al riconoscimento tra le associazioni accademiche dell’Università del Salento del Blocco Studentesco pare si avvii verso un giusto epilogo. Dal 2011 il Blocco Studentesco è ufficialmente riconosciuto dall’ateneo salentino tra le associazioni studentesche, nel 2016 però alcune associazioni di sinistra, che rappresentavano la maggioranza all’interno del Consiglio degli studenti dell’ateneo salentino, ne avevano bocciato la consueta richiesta annuale, nonostante il parere positivo della Commissione per il diritto allo studio. La questione era poi rimbalzata al rettore che ha poi illegittimamente investito il Senato accademico come arbitro della disputa, anche in questo caso il parere è stato negativo e la questione è poi passata dalle aule accademiche a quelle dei tribunali.

Ieri, infatti, il Consiglio di Stato ha emesso l’ordinanza nella quale accoglie l’istanza dell’associazione Blocco Studentesco, in quanto “non presenta contenuti di per sé incompatibili con i valori costituzionali e quindi non vale a qualificare di per sé l’associazione stessa come contraria agli scopi istituzionali dell’università”. La decisione segna una prima svolta nella tortuosa vicenda che vede l’associazione contro l’Università del Salento. Il massimo organo amministrativo ha riconosciuto la legittimità delle richieste avanzate dall’associazione, riconoscendole il diritto che venga riesaminata la questione.

“L’ordinanza del Consiglio di Stato è motivo di grande orgoglio – si legge in una nota diffusa dal Blocco Studentesco – ed è solo la prima delle soddisfazioni che intendiamo ottenere. Così come sottolineato dai magistrati che hanno analizzato il nostro ricorso, la nostra associazione non è contraria agli scopi istituzionali dell’università e non si è mai resa protagonista di episodi di disordine all’interno dell’Ateneo salentino”. “Vogliamo ringraziare di cuore gli avvocati Sabrina Conte e Carlo Viva per l’encomiabile lavoro svolto. Ribadiamo solo la nostra estrema fiducia negli organi di giustizia – conclude la nota – che svolgono il proprio lavoro basandosi su dati di fatto reali e non procedono sulla base di mere illazioni, così come ha fatto chi ha portato all’ inizio di questo vergognoso teatrino”.

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