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Roma, 11 lug – Non bastava Fiano con la sua battaglia contro la libertà d’opinione (sublimata nei gadget di Predappio?), ora ci si mette anche Laura Boldrini, che lancia l’invettiva contro i monumenti del ventennio. Intervistata ieri dall’agenzia Vista a margine del convegno di presentazione sul suo libro sull’Ue, “La comunità possibile”, viste le polemiche degli ultimi giorni la presidente della Camera torna su un suo vecchio cavallo di battaglia: i monumenti fascisti che ancora oggi – orrore! – resistono nonostante il fondamentalismo del politicamente corretto.



Correva l’anno 2015 quando la Boldrini proponeva di cancellare la scritta “Dux” dall’obelisco al foro italico – il che sarebbe un po’, si parva licet, come togliere la scena della creazione di Adamo dalla Cappella Sistina o la Cupola del Brunelleschi da Santa Maria del Fiore – e oggi, complice il protagonismo del Pd sul reato di apologia del Fascismo, riprende coraggio: “Alcune persone che hanno dedicato la loro giovinezza a liberare il nostro paese si sentono poco a loro agio quando passano sotto a certi monumenti”. Il paragone è presto fatto, la Germania: “Non accade altrettanto in Germania, dove i simboli del nazismo non ci sono più […] è evidente che in Italia questo passaggio non c’è stato”. Un parallelo agghiacciante: per dire le prime cose che possono venire in mente allora radiamo al suolo l’Eur, tutte le bonifiche, costringiamo migliaia di persone ad abbandonare l’agro pontino, distruggiamo interi quartieri di Roma e non solo, abbattiamo monumenti e opere d’arte universalmente riconosciute solo perché qualche vecchio nostalgico della guerra civile si sente “a disagio”? No, forse neanche l’Isis arriva a tanto.



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6 Commenti

  1. Una persona patetica e piagnucolosa, una politica insignificante, talmente ideologizzata e radicale da renderla poco credibile e per niente democratica. Secondo me parecchie persone che hanno dedicato la propria giovinezza a combattere per il proprio Paese si sentono poco a loro agio quando passano sotto…… di lei.

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