Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 15 dic – Pungente e mai banale, ieri pomeriggio il consigliere bolzanino di CasaPound Italia Andrea Bonazza ha deciso di far un’inusuale visita alla sede Anpi di Bolzano. A margine della presentazione del libro “CasaPound Italia, fascisti del Terzo Millennio“, scritto dal docente Elia Rosati (salottaro della sinistra milanese), presso lo “spazio resistenze” di Via Torino i ben pochi, anziani ospiti, hanno assistito ad una conferenza decisamente inusuale. In compagnia dei fratelli Trigolo (anche loro consiglieri), Bonazza ha partecipato tra lo stupore generale alla “serata antifascista”. 236 pagine, tutte da rivedere e correggere: così, il consigliere comunale e coordinatore regionale di CasaPound, ha preso la parola mettendo (letteralmente) ko l’autore del testo, rimasto attonito.
Non solo Rosati: presente, anche l’ex consigliere comunale della sinistra, Guido Margheri, che tutto poteva aspettarsi fuorché “CasaPound in persona”. Arrivato il momento delle domande, Bonazza ha alzato la mano prendendo la parola. Esordendo così: “Come ben potete vedere non abbiamo nulla da nascondere”. Però, ben presto, arriva il momento delle correzioni opportune al testo decisamente fazioso (nonché viziato da inesattezze): “Ho sentito parlare di una sorta di razzismo diverso, studiato, non becero e all’avanguardia coi tempi – ha detto il consigliere di Cpi – molto discutibile, ma dovete dire però che CasaPound è forse l’unico movimento politico che compie ogni anno decine di missioni solidali all’estero anche in paesi dell’Africa o dell’Asia, sottolineando l’importanza di aiutare i popoli a casa loro per preservarne le identità. E non mi sembra certo razzismo questo”.
Doveroso toccare l’argomento “violenza e aggressioni”: CasaPound non carnefice bensì vittima, ha nella voce dello stesso Andrea Bonazza evidenziato una verità scomoda per Anpi e compagni:  “Se dovete raccontare fatti di cronaca, così come quelli storici, fatelo fino in fondo perché dovete avere l’onestà di ammettere che ogni rissa riguardante i militanti di CasaPound è avvenuta sempre davanti alle nostre sedi o in prossimità dei nostri banchetti puntualmente presi di mira; si perché a differenza di chi porge l’altra guancia per facili rimborsi economici, noi abbiamo il dovere di difendere le nostre sezioni, il nostro diritto di fare politica, così come anche i nostri camerati più piccoli o anziani e le nostre ragazze – conclude Bonazza – e ricordo molto bene quando anni fa, in uno dei tanti attentati esplosivi o incendiari alle nostre sedi, rischiò la vita una nostra giovane militante incinta”.
La serata si è poi conclusa con  altri scambi di battute e convenevoli di rito, da parte del presidente Margheri. Immancabile, il selfie subito diventato virale di Andrea Bonazza. Ancora una volta, l’Anpi dimostra non solo di distorcere strumentalmente la realtà, ma di aver ragione d’esistere solo grazie a CasaPound. Che si tratti di boicottaggi alle numerose inaugurazioni o solite polemiche futile, l’Anpi vive una dipendenza morbosa dalla tartaruga frecciata. Intanto, CasaPound porta a casa il risultato: Andrera Bonazza 1 – Anpi 0.
Chiara Soldani

La tua mail per essere sempre aggiornato

6 Commenti

  1. Sinistri falliti, anpi pro negroidi e con un pubblico costituito da quattro vegliardi mummificati,comunistoidi vigliacchi, codardi, senza dignità e senza patria………eppure controllano pesantemente tutta la stampa,le tv e l’editoria,per cui oltre all’ardito gesto del mitico Bonazza c’è da preoccuparsi………poiché da skypd24 sino ai pennivendoli di repubblica, passando da centinaia di siti sorosiani e globalisti,la situazione pare ignobile ed incancrenita ,con pseudo intellettuali, da fazio a cazzullo,che scrivono baggianate sinistre e raccontano le loro immonde storture comunistoidi……….che schifo.

  2. a margine di questa interessante incursione di CP, un mio modesto appunto su quelle specie di “vessilli” (parola grossa in questo caso) della pace esposte sulla sinistra della saletta in foto;
    ricordo ancora quello che si diceva qualche anno fa,quando divenne di moda presso i compagni “esporle” sui balconi di casa,in funzione anti-bellica:
    grazie alle “bandierine della pace” non solo possiamo contare quanti coglioni ci sono in Italia ma anche dove abitano”

  3. il problema è che questi insulsi esseri continuano a mentire (con i soldi pubblici) e non tutti riescono ad informarsi correttamente, continuando ad imparare una falsa verità.

Commenta