Bolzano, 3 ago – Il confine del Brennero è ormai da anni un imbuto dove, se una minima parte di clandestini riesce a oltrepassare il confine, migliaia di questi rimangono invece bloccati in Alto Adige creando un disordine sociale senza precedenti per le località alpine. La politica al Brennero è cambiata da quando l’Austria ha intimato di schierare i blindati. Fino a pochi mesi fa, le pattuglie dell’Esercito Italiano, più polizia e carabinieri, nel loro servizio, non facevano altro che intercettare i clandestini che a piede libero girano per l’Italia dirigendosi verso i suoi confini a nord, per raggiungere poi i paesi del centro e nord europa. Esercito e Forze dell’Ordine non facevamo altro che bloccarli, identificarli e “invitarli” a presentarsi alla questura di Bolzano, cosa poi puntualmente disattesa. Di fatto gli immigrati che tentano di valicare il confine del Brennero tornano immediatamente in circolazione e, ovviamente, questi riprovano nuovamente a passare la frontiera.

La polizia austriaca di confine invece, intercetta i migranti che sfuggono ai controlli delle forze dell’ordine italiane, li multa per immigrazione clandestina sequestrandogli quanto di valore in loro possesso come telefonini, tablet, contanti… li carica in auto e ce li scarica dentro il posto di Polizia italiano al Brennero. Gli oneri di identificazione e mantenimento dunque restano, a carico del popolo italiano, così come i casi di scabbia e tubercolosi riscontrati lo scorso mese. Non avendo con sé soldi e in moltissimi casi documenti d’identità, questi migranti fermati al confine non possono prendere nemmeno il treno per tornare a Bolzano, in quanto, giustamente, senza biglietto i capitreno non li fanno salire, con il rischio continuo di aggressioni a danno del personale delle ferrovie. La situazione è quindi tragicomica. Adesso, per ridurre la “visibilità” di questi soggetti, le forze di sicurezza italiane effettuano controlli a partire da 40km prima del Brennero, in località come Colle Isarco, Campo di Trens e addirittura Fortezza, così da intercettarli prima che arrivino alla frontiera di Stato, in modo tale che transitando meno migranti al confine, facciamo irritare meno gli austriaci.

Questa situazione di cui i grandi media non sembrano occuparsi andrebbe affrontata seriamente, perché le proporzioni di questo esodo tappato stanno mettendo la nostra nazione in ginocchio, sotto il peso di un’immigrazione incontrollata. Qui non si mette in luce solo, se ancora ce ne fosse bisogno, l’arrendevolezza del governo italiano; ma anche l’inutile e dispendioso sforzo economico che gli italiani stanno compiendo.
Da una parte la Marina italiana preleva i migranti a ridosso delle coste libiche, dall’altra invece, con l’esercito e le forze dell’ordine, si fa si che queste masse rimangano in Italia, senza casa, senza soldi e senza lavoro, creando una bomba sociale senza precedenti, offrendo nuova mano d’opera alla criminalità e dissanguando il nostro stato sociale.

Andrea Bonazza

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