Roma, 31 mar – I Bronson si confermano come uno dei gruppi più affermati della scena musicale non conforme: a tre anni all’album Roma Tiger Punk tornano sugli impianti con la loro nuova uscita “Brucia”. La linea del gruppo è rimasta fedele alle sonorità punk rock melodiche e veloci, ma adesso definitivamente maturata come produzione complessiva.
La novità principale si nota nel cambio del cantante: adesso nei brani dell’album c’è la voce di Manuel, che non fa rimpiangere le vecchie linee di vocali di Simone nel cantato pulito e che riesce a essere cattiva e sporca quanto basta laddove necessario.
I brani proseguono senza momenti morti e si passa da “hit” come Quelli come noi, con ritornelli facilmente cantabili e che entrano subito in testa, fino ad arrivare a brani più introspettivi da un punto di vista testuale e interessante musicalmente. È proprio nella chiusura dell’album (torno da te, io sono fuoco, un’unica voce) che si nota una sterzata al livello di scrittura che strizza l’occhio a sonorità diverse da quelle prodotte dal gruppo fino ad ora. Musicalmente si riconoscono i classici richiami ai gruppi come i Bad Religion, ma questa volta si sente una maggior influenza degli Iron Maiden in brani come Rispetta la bandiera e Quel giorno, dove le armonizzazioni di chitarra stile The trooper la fanno da padrone e l’uso del ride da parte del batterista Lorenzo non lascia dubbi al riguardo. Si nota talvolta anche un leggero sguardo all’alternative rock italiano quantomeno negli intenti vocali. I testi si alternano tra quelli di “strada” e “comunitari” e altri “introspettivi” e “sacrali”, un’eterogeneità che giova a un disco scritto nel giro di tre anni e al cui interno si sentono influenze che mettono curiosità per le prossime uscite.
Parlando di produzione nel suo complesso, la copia fisica del cd è curata ed è un richiamo al punk rock anni 90 sotto tutti i punti di vista: l’artwork disegnato a fumetto, che mostra un concerto live del gruppo con un pubblico assolutamente verosimile (è divertente provare a riconoscersi nella scena), si presenta in un elegante digipack di colore celeste. Registrazione e mix di Brucia sono sempre più compatti, suoni di chitarra e batteria sono in grado di travolgere come un treno, i cori sono ben amalgamati a una voce sempre chiara e ogni elemento è ben equilibrato. L’estetica punk non stona in alcun modo con la dimensione sacrale che abbiamo modo di leggere una volta aperta la confezione e anzi le dona una caratterizzazione forte fin dall’inizio:
Brucia: come il fuoco di Vesta che genera la certezza del presente e preserva la via per il futuro. Fiamma sacra che arde sempre viva, dal centro di Roma ai focolari del mondo.
Brucia: come il coraggio che divampa nel cuore dei guerrieri in battaglia. Per il suolo, per il sangue per l’amore: per l’Italia e per l’Europa dei popoli.
Brucia: come bruciano i libri nel romanzo Fahrenheit 451, simbolo di una società che ci vorrebbe schiacciati sotto i dettami del pensiero unico a cui non smetteremo mai di dare battaglia.

L’album ha le sue radici a Roma, ma è di respiro Europeo: prova ne è la collaborazione con gli In Memoriam che cantano insieme a Manuel nel brano “Samurai D’occidente”, dedicato all’estremo gesto di Dominique Venner.
Possiamo dire che questo sarà l’anno dei Bronson, che sono adesso pronti a portare il vento europeo sui palchi di tutto il mondo. È già stato annunciato un tour in Brasile e sicuramente ci saranno altre date che terranno la formazione impegnata per tutto il 2018: d’altronde, a neanche una settimana dalla data di uscita ufficiale del 24 marzo, le 5000 copie della prima stampa sono già esaurite. Dati che neanche molti gruppi mainstream riescono a toccare in questo periodo in cui i dati di vendita delle copie fisiche dei dischi stanno andando a picco.
Se ancora non avete avuto modo di comprare l’album non disperate: una seconda ristampa è già in arrivo e, entro il mese di aprile, sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali.
Per concludere, finiamo con una citazione direttamente dall’album…
“Questo cd mi è piaciuto tantissimo… infatti gli ho dato dieci. Bravi: mi piace”
Alessandro Bandini


2 Commenti

Commenta