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Sanremo, 4 feb – In quest’epoca di fango il politicamente corretto non fa sconti. E quale luogo migliore per le polemiche “un tanto ar chilo” del festival di Sanremo. A finire impallinati dalle femministe finora sono stati in due. Il primo è il povero Amadeus, reo di aver alimentato uno stereotipo da società sessista anni ’50 con l’ormai celebre frase sulla “capacità di stare un passo indietro” delle donne. Il secondo è il “compagno” Junior Cally, rapper anti-salviniano che però un paio di anni fa ha avuto la sciagurata idea di scrivere un pezzo controverso sul “femminicidio”. Ci sentiamo però di dare un suggerimento alle Michela Murgia della situazione: avete sbagliato bersaglio. Il nemico non è il “femminista” Amadeus, né l’antirazzista Junior Cally. C’è un solo vero alfiere del patriarcato a Sanremo 2020: Marco Masini.

Certo è difficile prendersela con il cantautore fiorentino, uno che ha trionfato per due volte sul palco dell’Ariston e che, dopo essere stato accusato per anni di essere un “portasfiga”, ormai è stato di fatto pienamente riabilitato dal mondo italiano dello spettacolo. Eppure se c’è un cantante in attività che rappresenta ideologicamente l’impostazione patriarcale del rapporto uomo donna, ma anche dell’amicizia virile, è proprio lui.

Bella Stronza: tra stalking, minacce e accuse di infamità

Bella Stronza, uno dei suoi pezzi più famosi, è uno sfogo-manifesto, culturale e sentimentale, che lascia poco spazio a dubbi. Non è un caso che si trovi in cima alla nostra classifica delle “5 canzoni italiane “sessiste” che oggi sarebbero state censurate“. Un testo che contiene “un ventaglio variopinto di capi di imputazione, dal reato di stalking alla minaccia grave, in ogni caso materiale da denuncia: lei è bella, ça va sans dire, ma è “stronza” perché gli preferisce un uomo ricco, con la Ferrari, che le paga i conti, dopo che per lei l’altro avrebbe rinunciato a tutto. Masini ricopre la sua “amata immortale” di insulti per cinque lunghissimi minuti (ribadendo, però, nel ritornello che lei “è bella come il sole come il mare”, sia ben chiaro), in cui ci racconta anche che la donna ha in un episodio preso per l’appunto provvedimenti quali la chiamata delle forze dell’ordine. Ma alla fine, il suo unico rimpianto è quello di averle dato “troppo amore”, il perfetto paradigma dello psicopatico.

Insomma Masini non si limita solo ad “oggettivizzare la donna”, come direbbero le femministe di oggi, ma va ben oltre minacciando lo stalking, la violenza sessuale. Arrivando a ritenere “infamità” il fatto di chiamare la polizia o adire alle vie legali (“volevi farmi mettere in manette solo perché avevo perso la pazienza“). Insomma Marco non disdegna nemmeno qualche velleità stradaiola o quasi Acab, roba che oggi, ai tempi del perbenismo da social network, sarebbe impensabile. A Masini in questi giorni qualcuno ha timidamente chiesto conto di “Bella Stronza“, ma lui ha risposto che “è una canzone figlia del suo tempo”. Giusto. Resta il fatto che era il 1995 e non il 1953, cioè c’era già Jovanotti che pensava positivo insieme a Madre Teresa.

Principessa: la resa dei conti tra maschi alpha

Ma torniamo alle velleità stradaiole di Masini. Uno che invece di chiamare le guardie, stava per accoltellare il padre della ragazza, ma poi ci ha ripensato. “Avevo un serramanico ma l’ho buttato via, in fondo a una discarica venendo a casa tua“, canta in “Principessa” del 1995. Il messaggio che manda il cantautore fiorentino è chiaro: sei una giovane ragazza e vieni picchiata e abusata dal tuo padre-padrone? Chiamare il centro ascolto anti-violenza non serve, nemmeno denunciare: la soluzione è affidarti ad un altro maschio cazzutoche ti porti via da questo mondo di merda“. E che possibilmente circoli con una lama in tasca. “Non devi dirlo al parroco e forse neanche a Dio, ma devi sotterrartelo nel cuore amore mio”. Perché poi arrivo e ci penso io a sfondare di botte tuo padre, ipotizziamo. E questa dinamica tribale tra maschi alpha non dovrebbe piacere troppo a Michelle Hunziker.

Frankestein: a mignotte con l’amico di vecchia data

Ma le accuse di fascio-sovranismo fioccherebbero per un pezzo dove Masini non canta l’amore, ma l’amicizia virile con un suo amico bullizzato. In “Frankestein” non c’è nemmeno la scusa del coinvolgimento sentimentale. Franco detto Frankestein è un vecchio amico di Masini, che a scuola veniva bullizzato dai ragazzi e schifato dalle ragazze per via del suo aspetto. E quando il povero Frankestein finisce in un letto di ospedale, il suo amico Marco Masini non lo abbandona. Anzi, gli fa una promessa che è un inno all’amicizia virile da far impallidire il Cacciatore di Michael Cimino. “Franco dai non arrenderti, dimmi che t’incazzi e questa volta ti difenderai. Frankenstein quando guarirai verrò a prenderti con due puttane in macchina e spenderemo in una notte tutti i soldi miei e tuoi prenderemo ancora a botte questa vita Frankenstein”.

Insomma niente psicologi o centri di ascolto, Masini mostra la sua vicinanza al vecchio amico promettendogli una serata goliardica a base di prostitute. O anche andando allo stadio, passatempo preferito per loro “ragazzi di periferia”, il cui dolore spesso è causato anche da qualche “ragazza che ha sposato un altro bello e ricco più di noi”. Insomma Masini se la cava nel 2020 perché ormai ha una fama e una storia. Fosse uno Junior Cally qualunque sarebbe stato impallinato pure lui. Perché questa è la società oggi. Che è molto peggio, in ottica di perbenismo e pensiero unico, di quella di qualche decennio fa narrata da Masini. Dove qualche residuo del tanto vituperato “patriarcato” ancora donava sprazzi di autenticità. Almeno nelle canzoni.

Davide Di Stefano

19 Commenti

  1. Articolo bellissimo.
    Peccato solo per la mancata citazione della canzone più ‘politicamente scorretta’ di Masini, ovvero ‘Cenerentola Innamorata’, un vero inno anti-abortista.

  2. L’interpretazione che hai dato alle canzoni che hai citato in questo articolo sono completamente sbagliate! È palese invece la tua scorrettezza nell’usare il tema del femminicidio per far risaltare all’occhio il tuo misero articolo. Misero…

    • E’ palese, piuttosto, l’intento ironico dell’autore. Il bersaglio non è Marco Masini, ma il femminismo demagogico. Non vedo cosa vi sarebbe di “misero”, nell’articolo, se non, appunto, la miseria del femminismo.

  3. Lei , autore di questo articolo , prima di parlare di Marco Masini deve sciacquarsi bene la bocca e conoscere meglio le sue canzoni, i suoi autori e coautori , il suo percorso artistico, la sua enorme conoscenza musicale e il suo enorme talento compositivo e interpretativo. Saluti

    • Forse non hai capito che l’autore dell’articolo esprime apprezzamento per Masini (che seguo dal 1990 e conosco molto bene).

    • Un altro che non ha colto l’ironia dell’Autore ed ha preso in parola il titolo….

      Mala tempora currunt, se davvero si può pensare che certe critiche siano dette seriamente!

  4. Ciccio, tu delle canzoni di Masini non hai capito niente. A proposito hai dimenticato “volersi male”. Almeno questo articoli mi ha fatto ridere un po’. 🤣🤣🤣🤣

    • Per capire “Bella stronza” basta aver conosciuto almeno una donna, mica serve aver studiato Masini!

      Beati noi che siamo stati giovani negli anni ’90, quando, almeno delle stronze potevamo dire che erano stronze. Ora, non solo la stronzaggine è diventata un diritto, ma è divenuto pure dovere dell’uomo subirla in silenzio!
      Ma vaffanculo Boldrini&C.!

  5. Ma quelli che scrivono che l’autore dell’articolo “di Masini non ha capito niente”…sanno comprendere quello che leggono??
    Da fans storica di Masini (lo seguo da trent’anni, sono di quelle a cui Marco ormai fa l’autografo senza più nemmeno chiedere il nome), vi chiarisco che in quest’articolo Davide Di Stefano ha espresso APPREZZAMENTO per il Maso.
    E cercate di andare oltre l’apparenza di titoli che….sono semplicemente significativi di qualcosa che, se vi applicate, magari arrivate a comprendere pure voi 😉

  6. Articolo pessimo, l’autore ha travisato tutti i testi dandogli i significati che a lui facevano comodo.
    Prima ed ultima volta che leggo un vostro articolo.

    • E tu hai travisato il messaggio dell’articolo, che è di apprezzamento di Masini e di disprezzo/sfottimento del femminismo demagogico per cui tutto è violenza/patriarcato.

  7. Seo un povero imbecille che non ha capito nulla del modo di scrivere di Maso …prima di scrivere cazzate documentati

  8. PRIMA DI PARLARE DI MARCO MASINI, GRANDE POETA DEI NOSTRI GIORNI, SAREBBE NECESSARIO LEGGERE ATTENTAMENTE I TESTI DELLE SUE CANZONI E CONTESTUALIZZARLE AL PERIODO IN CUI SONO STATE SCRITTE.
    SE LA TUA DONNA TI LASCIA PER ANDARSENE CON UN ALTRO UOMO PENSO CHE DARLE DELLA STRONZA SIA IL MINIMO… O TU SEI UN SANTO E LE FARESTI UN APPLAUSO?? SE UN TUO AMICO STA PASSANDO UN PERIODO DIFFICILE E PORTARLO A PUTTANE E DEDICARSI UNA SERATA GOLIARDICA PUÒ ESSERE UNA MEDICINA, XCHÉ NO?…. TU, OVVIAMENTE SEI SEMPRE SANTO E VIRTUOSO.
    SE UNA TUA AMICA TI CHIEDESSE AIUTO XCHÉ ABUSATA DAL PADRE, PRENDERE UN SERRAMANICO SAREBBE LA REAZIONE ISTINTIVA PIÙ LOGICA….. MA TU, OVVIAMENTE LE DIRESTI CHE CMQ È SUO PADRE. IL TUO ARTICOLO È SEMPLICEMENTE RIDICOLO E SENZA ALCUN FONDAMENTO. INFORMATI! IDIOTA! DA ROSANGELA

  9. Ma veramente questo signore ha scritto questo articolo?…Marco Masini è un poeta e se ancora lo paragonarte allo schifo che c’è in giro non avete capito nulla ma sopratutto non vi siete neanche posti il problema di capirlo studiarlo e ascoltarlo…come al solito è più facile scagliarsi contro di lui perché è più facile e lo avete fatto per anni…

  10. INCREDIBILE COME IL GIORNALISMO SI SIA ABBASSATO A COSI POCO PER FARE ASCOLTO…INTERPRETAZIONI A RANDOM DI CANZONI ESTRAPOLANDO PASSAGGI E DANDOGLI QUINDI IL SIGNIFICATO CHE SI VUOE

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