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Roma, 4 feb – Il Tribunale dei ministri (stavolta è quello di Palermo) torna all’attacco di Matteo Salvini. Tenere i clandestini per 20 giorni a bordo della nave Ong Open Arms fu un sequestro di persona e non un atto politico. E’ quanto si legge nella relazione inviata al Senato. L’ex ministro dell’Interno è accusato di aver abusato del suo potere e di “aver violato le convenzioni internazionali e i principi che regolano il soccorso in mare, e, più in generale, la tutela della vita umana“.

La vicenda della Open Arms fotocopia della Gregoretti

Sul leader della Lega pende ancora una volta l’accusa di sequestro di persona nonché quella di omissione di atti d’ufficio. Teoremi dei giudici che si vanno ad aggiungere a quelli relativi a un caso-fotocopia, quello della nave Gregoretti. Nella Open Arms – come è noto – vi erano a bordo, lo scorso agosto, 164 immigrati irregolari, fatti sbarcare contro il volere del titolare del Viminale. È stato infatti il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, a ordinare lo sbarco per una emergenza sanitaria a bordo e a iscrivere nel registro degli indagati il leader leghista, dossier poi passato per competenza al Tribunale dei ministri di Palermo.

Per i giudici Salvini “ha agito in autonomia”

Secondo il Tribunale dei ministri l’allora titolare del Viminale avrebbe agito in autonomia “sin da quando, apprendendo dell’intervento di soccorso posto in essere in zona Sar libica dalla Open Arms, coerentemente con la politica inaugurata all’inizio del 2019, adottava nei confronti di Open Arms, d’intesa con i ministri della Difesa e delle Infrastrutture e dei Trasporti, il decreto interdittivo dell’ingresso o del transito in acque territoriali italiane, qualificando l’evento come episodio di immigrazione clandestina, a dispetto del riferimento alla situazione di stress del natante su cui i soggetti recuperati stavano viaggiando”.

Le mail di Conte usate per incastrare Salvini

Nella relazione inviata al Parlamento i giudici allegano le mail tra il premier Giuseppe Conte e l’allora ministro dell’Interno. Dallo scambio emerge in particolare che Conte “il 16 agosto rispondeva a una missiva del ministro Salvini, ribadendo con forza la necessità di autorizzare lo sbarco immediato dei minori presenti a bordo della Open Arms, anche alla luce della presenza della nave al limite delle acque territoriali (in effetti vi aveva già fatto ingresso) e potendo, dunque, configurare l’eventuale rifiuto un’ipotesi di illegittimo respingimento aggiungeva di aver già ricevuto conferma dalla Commissione europea della disponibilità di una pluralità di Stati a condividere gli oneri dell’ospitalità dei migranti della Open Arms, ‘indipendentemente dalla loro età’. Invitava, dunque, il ministro dell’Interno ad attivare le procedure, già attuate in altri casi consimili, finalizzate a rendere operativa la redistribuzione”.

A poco più di una settimana dalla decisione definitiva dell’Aula sul caso Gregoretti, la Giunta per le immunità del Senato pertanto ora inizierà il lavoro sulla nuova richiesta dei magistrati siciliani che ipotizzano nei confronti del leader della Lega il reato di “plurimo sequestro di persona aggravato“.

Adolfo Spezzaferro

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