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Roma, 16 giu – La puntata di Quarta Repubblica di ieri sera non ha deluso le aspettative. La presenza del compagno Christian Raimo – confermata solo dopo la “capitolazione” di Porro di fronte al ricatto dello scrittore – nel salotto tv “di destra”, ha dato vita ad un confronto elettrizzante su razzismo, antirazzismo, Montanelli presunto “stupratore” e furia iconoclasta. Bersaglio preferito degli attacchi di Raimo è stato ovviamente un maschio bianco (seppur non eterosessuale) come Daniele Capezzone.

L’autorazzismo di Raimo

A provocare è stato proprio l’intellettuale di riferimento dei centri sociali, che esibendo un cartello ha affermato: “Io l’autorazzismo lo capirei solo se fossi Capezzone, in quel caso sarei un po’ razzista”. Capezzone raccoglie l’insulto e, con il consueto garbo e la caratteristica pacatezza, risponde così: “Tu invece sei proprio un coglione, un coglione con la patente“. A quel punto Raimo prova ad imbastire una sua definizione di autorazzismo giudicato “un’idea che fa parte di una concezione suprematista bianca”. Ma ormai il Royal Rumble è partito e Capezzone, adirato, risponde “ma tu sei proprio svalvolato guarda, svalvolato con la patente!”.

“Sei partito male stasera”, aggiunge Capezzone, “hai scritto su Facebook che sei venuto con la pasticca di cianuro. Ma ti serve un’altra pastiglia per essere più equilibrato, più civile e per esprimere gli argomenti con un minimo senso logico e di rispetto per gli altri, altrimenti ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”. Raimo ridacchia e sbeffeggia: “Capezzone, neanche al baretto stai così. Io sto facendo un discorso molto diverso”. A quel punto il giornalista della Verità si gioca l’asso nella manica: “Al baretto ci vai con Cesare Battisti, assassino e terrorista per cui tu firmavi gli appelli nel 2004-2005, scusati davanti ai telespettatori”.

Davide Romano 

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