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Roma, 12 set – Ci può essere qualcosa di più penoso e – diciamolo – irritante della solita vip che pontifica su antifascismo e «valori della resistenza»? Prima di rispondere, riavvolgiamo un attimo il nastro. L’attrice Ottavia Piccolo si è lamentata del fatto che, a Venezia, dei poliziotti le avrebbero impedito di presenziare alla Mostra del Cinema a causa del suo fazzoletto dell’Anpi. Più in particolare, la Piccolo aveva intenzione di partecipare a un «presidio», organizzato dalla sinistra davanti al Cinema del Lido, a sostegno di precari e infortunati sul lavoro. A quel punto gli agenti le avrebbero sbarrato l’ingresso. La notizia è stata poi ripresa da tutta la stampa «ben educata», che si è stracciata le vesti per il crimine di lesa maestà antifascista.
Ora, al di là del fatto in sé, sono altri gli aspetti della vicenda cha appaiono risibili. Innanzitutto, non si capisce perché mai una sinistra che ha abbandonato i lavoratori italiani per sostenere l’immigrazione di massa – che, è lapalissiano, va a tutto danno dei lavoratori – dovrebbe tornare credibile se organizza un presidio con una dozzina di vip. Alla Mostra del Cinema, tra l’altro, non davanti a una fabbrica. È evidente che la sinistra, in questo, ha completamente perso la bussola. Che se ne fa un operaio del fazzoletto dell’Anpi e dei «sacri valori della resistenza», se poi viene licenziato o sottopagato a causa del dumping sociale esercitato dagli immigrati, che proprio lor signori hanno fatto entrare in Italia spalancando porte e portoni? La domanda, ovviamente, è retorica.
In secondo luogo, la Piccolo lo sa che l’Anpi è un’associazione che riceve contributi pubblici a palate? Per farne cosa, poi? Per aiutare i lavoratori? No, il punto è questo: l’Anpi è ormai una mangiatoia senza fondo, il cui unico scopo è dilatare all’infinito una guerra civile che è già bell’e finita da un pezzo. La guerra, oggi, è invece quella in difesa dei lavoratori italiani. Non degli immigrati, non dei diritti civili, non delle minoranze Lgbt. È ora, cara Ottavia, che lo capiate e che vi sintonizziate sulle frequenze del popolo. Meno passerelle e più olio di gomito. Anche perché i lavoratori, del fazzoletto dell’Anpi, non se ne fanno proprio nulla.
Valerio Benedetti

4 Commenti

  1. Sono sicura che la polizia non le ha impedito l’accesso per via del fazzoletto ANPI,ma per una ragione più seria quella di ieri comunque rimane ennesima carnevalata di una sinistra ricca e intelettuale che vuole parlare ai poveri dal suo pulpito dorato

  2. Questi “vip” si rivedano il film: “TELEFONI BIANCHI”… Avranno un piccolo saggio di ciò che potrebbe loro capitare in un momento storico come quello da loro tanto osannato e e continuamente rimembrato… Il popolo ” resistenziale” li vedrebbe per quello che sono: dei ricchi…!… Lascio immaginare con quali conseguenze…..

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