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Roma, 12 set – Il premier Giuseppe Conte ribadisce la linea del governo sul caso Diciotti e sui porti chiusi a immigrati irregolari e Ong. E attacca Malta, responsabile di tutta la vicenda, e l’Unione europea, che non ha mosso un dito. “Quello che è cambiato rispetto al passato è che l’Italia non è più disponibile ad accogliere indiscriminatamente i migranti, contribuendo seppure involontariamente a incrementare il traffico di esseri umani e supplendo alla responsabilità che spetta all’Unione europea, ottundendo il vincolo di solidarietà che grava su ciascuno Stato membro”. Così il presidente del Consiglio, nella sua informativa al Senato sulla vicenda Diciotti.
Senza l’intervento concreto e diretto” della nave della Guardia costiera italiana – ha spiegato Conte – molti dei migranti soccorsi “sarebbero morti”. A dimostrarlo la ricognizione di un velivolo della Guardia costiera in zona che, per Conte, aveva rilevato l’assenza del barcone soccorso con “chiare tracce di un affondamento quali iridescenze da idrocarburi, diversi giubbotti di salvataggio ed elementi strutturali di un’imbarcazione”.
La vicenda Diciotti – è la critica del premier – “non è stata una bella pagina per l’Europa: che ha perso l’occasione per dare concretezza a quei principi di solidarietà e responsabilità che vengono costantemente evocati come valori fondamentali dell’ordinamento europeo”.
Le operazioni di sbarco dei migranti – ha puntualizzato – soccorsi dalla nave Diciotti della Guardia Costiera “ad avviso delle Autorità italiane permanevano in capo alla responsabilità” di Malta.
Accertato che le imbarcazioni maltesi sostanzialmente ‘indicavano’ la rotta ai migranti, scortandoli lungo la stessa – ha spiegato il premier – si concretizzava la possibilità che, in mancanza di un intervento di soccorso maltese, il barcone potesse raggiungere l’area di competenza Sar italiana alle primissime ore del giorno 16″. Il Comando generale delle capitanerie di porto, ha proseguito Conte, “constatata l’inerzia delle autorità Ricerca e soccorso maltesi, valutava dunque come probabile la necessità di un intervento di soccorso per trasferire su altra unità tutti gli occupanti” del barcone, “una volta che fosse entrato nell’area di responsabilità nazionale”.
Al di là dello stile un po’ burocratico, la sostanza è chiara: l’Italia ha salvato clandestini che avrebbe dovuto salvare Malta. Ciononostante l’Ue è rimasta a guardare e il governo italiano ha dovuto ingaggiare un braccio di ferro con Bruxelles per redistribuire gli immigrati irregolari.
L’intervento di Conte è stato accolto con un lungo applauso dai banchi di Lega e M5S.
Di tutt’altro avviso il Partito Democratico. “Nei sette giorni in cui la Diciotti è stata in mare e nei quattro in porto, senza poter attraccare, è stato sospeso il diritto“. Lo ha detto l’ex ministro della Difesa, Roberta Pinotti, intervenendo in Aula a nome del Pd. “Non è stata una bella pagina per l’Europa, ma neanche per l’Italia”, ha aggiunto.
Si sono straccati le vesti anche i “soliti” Emma Bonino (+Europa), che ha detto che “l’Europa delle patrie, come le chiamava Pannella, non ci porta da nessuna parte, ma solo a scontri che vedrebbero l’Italia perdente” e Pietro Grasso (Liberi e Uguali), che ha ripetuto la solfa del sequestro di donne e bambini e di quanto è cattivo il governo.
Adolfo Spezzaferro

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