Roma, 19 set – Caro bollette, anche i parroci lanciano l’allarme. La vita delle parrocchie, a quanto pare, è in enorme difficoltà, come riporta Tgcom24.

Caro bollette, anche i parroci in difficoltà

Che caro bollette metta all’angolo i parroci si è reso evidente quando uno di loro, nello specifico della Chiesa di San Vincenzo ad Atessa (provincia di Chieti), ha pubblicato su internet la bolletta. Ma non si tratta di un caso isolato. Perché le parrocchie “in bolletta” sono diverse, da Nord, a Sud, alle isole. In Sardegna e in Friulii ci sono altri due casi: ad Oristano, nella Chiesa di San Vero Milis, il campanile di Santa Sofia verrà spento a breve, mentre in provincia di Pordenone un prete ha chiesto aiuto alla comunità.

Alle comunità hanno chiesto in molti aiuto, in generale. Sul web gli appelli si stanno diffondendo, per scongiurare il taglio delle ceelbrazioni. Proprio il parroco di San Vincenzo, Andrea Rosati, ha pubblicato una bolletta di 1.043 euro riferita al bimestre luglio-agosto: “Purtroppo questo è solo l’inizio”, ha commentato. Nel frattempo, a Roma, è il Vicariato ad aiutare le parrocchie, per sostituire le vecchie caldaie, mentre le diocesi spiegano anche l’intenzione di avviare delle trattative con i gestori. C’è anche qualcuno che rassicura, come il vescovo di Ferrara, monsignor Gian Carlo Perego, che assicura sulle celebrazioni. “Nessuna limitazione”, dice. Precisando: “Forse riscalderemo i locali per periodi più contenuti, staremo attenti”, ma senza alcuno stop.

Dopo i ristoratori, i parroci

Una volta (come se poi fosse passata una vita e non appena qualche mese) erano i ristoratori, ora anche i parroci. Il caro energia mette a rischio davvero tutto, non solo i servizi materiali ma perfino quelli spirituali.  La Cei, nel frattempo, prova a fare qualcosa. Il cardinale e presidente Matteo Zuppi lancia un appello: “La Chiesa è casa tua ed è bello aver voglia di farla funzionare, sostenendo i sacerdoti; è bello che anche tu abbia voglia di dare una mano. Non c’è Pantalone che paga, come si dice a Roma: il pantalone ce l’abbiamo noi e a volte anche con qualche toppa…”.

Alberto Celletti

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