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Roma, 14 mag – Quel mondo “intellettuale” che orbita nelle spire di una sinistra vinta alle elezioni, si affanna ad aprire, continuamente, l’otre dei venti dell’antifascismo, nella speranza di fermare il cambiamento del rinnovo nazional-popolare.  Quel pensiero unico di cui non si può criticare nulla, altrimenti si è tacciati di nazifascismo. Così quel mondo “intellettuale” pensa che togliendo uno stand di libri, di chi ha regolarmente pagato lo spazio, si possa fermare l’onda del rinnovamento. Non si rende conto, o meglio non può accettare, che una parte consistente delle cultura italiana sta abbandonando la sinistra.



Una sinistra con indubbie capacità di valorizzazioni di artisti, critici, scrittori, giornalisti meno che mediocri. Ormai nonostante certa propaganda vengono smantellate le mura, una volta possenti, del politicamente corretto (nella realtà tutto ciò che faceva comodo alla sinistra) e sta iniziando una fase nuova. Da una parte quelli che hanno recepito, aiuti, prebende, spazi etc. per loro e i loro amici; dall’altra parte la irrefrenabile voglia di essere liberi da quel giogo culturale, mediatico, televisivo, giornalistico e quindi di poter affermare attraverso le varie discipline quello che realmente si pensa. La tetra calotta invernale si sta sciogliendo, lasciando aria libera a chi rappresenta la forza del cambiamento.

Censori contro il futurismo

Eppure la sinistra persevera con i metodi censori. Prova ne è l’incredibile episodio avvenuto a Palermo. Un evento culturale che avrebbe dovuto celebrarsi ieri, all’Istituto alberghiero “Pietro Piazza”. Era prevista la presentazione della ristampa anastatica del volume di Filippo Tommaso Marinetti e Fillia “La cucina futurista”. Curata dal Centro Librario Occidente di Palermo, era stata edita lo scorso febbraio. La manifestazione era promossa da Sicilia, associazione che si occupa di salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali e ambientali. Erano previsti i saluti di Vito Pecoraro, dirigente scolastico dell’Ipseo e di Alfonso Lo Cascio, Presidente di BCsicilia, e gli interventi di Giovanni Bartolone, docente dell’Istituto alberghiero, Milena Lauretta, docente di Storia dell’Arte e Francesco, Paolo Ciulla, editore del volume. Gli studenti dell’Ipseo avrebbero dovuto offrire a tutti i partecipanti alcuni cocktail “futuristi”. 

Un evento interessante, occasione per affrontare, ricordare, valorizzare un movimento come fu il Futurismo, che ebbe slanci d’avanguardia, dalle arti visive, alla musica, alla letteratura, fino alla cucina. Ma a poche ore dall’incontro arrivava una telefonata dei vertici dell’istituto scolastico all’editore Ciulla, per disdire l’appuntamento. E nel nome di cosa? Come a Torino per Altaforte: nel nome dell’antifascismo.

Egidio Maria Eleuteri



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1 commento

  1. Un regime che sta morendo è un regime che urla! (Almeno così mi auguro! E auguro di tutto cuore alla gauche caviar tutta! E anche a tutti i suoi sostenitori stolidi & pezzenti avvinazzati & drogati, giovani & meno giovani!).

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