Roma, 14 mag – E’ ancora scontro tra i due vicepremier, in piena campagna elettorale per le Europee. Oggi il leader della Lega Matteo Salvini accusa l’alleato di governo, il capo politico del M5S Luigi Di Maio, di dialogare troppo con l’opposizione. “Io – dice il ministro dell’Interno a Verona – per 11 mesi ho mantenuto la parola con gli italiani e con i 5 Stelle. Inizio a notare troppi accoppiamenti fra Pd e 5 Stelle, troppa sintonia“. “No alla Flat tax, no ad Autonomia, no al nuovo decreto Sicurezza. E magari riapriamo i porti – è l’attacco di Salvini – . Mi spieghi qualcuno se vuole andare d’accordo con il Pd o con gli italiani e la Lega rispettando il patto”.

Il leader della Lega: “I no del M5S fermano l’Italia”

“Verona aspetta anche l’alta velocità. Anche questa congelata dai dubbi di un ministro dei 5 stelle. Iniziano a essere troppi i no. Troppi no. I no fermano l’Italia“. E’ il duro j’accuse lanciato da Salvini all’alleato di governo. “Troppi  dubbi fermano l’Italia: su ferrovie, autonomia, tasse, immigrazione,  legittima difesa – sottolina – Iniziano a essere tanti i dubbi dei 5 stelle“.

Di Maio: “M5S a sinistra? Se sinistra è Pd, per carità…”

“M5S spostato a sinistra? Se la sinistra è il Pd, per carità…Dio ce ne scampi. Non c’è un capo politico che abbia attaccato il Pd come me, il Pd è ancora quello dei renziani con Zingaretti davanti, non voglio averci nulla a che fare“, dice Di Maio interpellato da Matrix sulle critiche mosse da Salvini. “Da quando c’è stato il caso Siri la Lega l’ha presa sul personale. Sto chiedendo un vertice di governo (per sciogliere i nodi in sospeso, ndr) e vedo un po’ di irritazione“, afferma il vicepremier. Di Maio, poi, torna sulle tensioni di piazza. Lui che definisce l’ultradestra “un pericolo”, invita la Lega a “tornare su posizioni più moderate” e a “smetterla con fucili, armi e carri armati”. Il governo, dice, “deve continuare. Quattro anni per mantenere quello che abbiamo promesso”. In merito allo striscione anti Salvini rimosso e ai casi simili degli ultimi giorni, “non è nel mio stile. C’è un po’ di nervosismo, bisogna abbassare i toni, evitare di soffiare sul fuoco“, evidenzia. Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico poi assicura di non temere le urne: “L’unica paura che ho è che l’esasperazione di certi toni possa aumentare il livello di tensione sociale”.

“Sto chiedendo un vertice da un mese”

Sull’autonomia sto chiedendo un vertice da un mese, ma Salvini non vuole fare il vertice di governo“, per questo “i dossier procedono a rilento”, rivela Di Maio. Salvini, ribadisce il vicepremier, “semplicemente non vuole fare il vertice di governo. Noi dobbiamo fare l’autonomia, il salario minimo orario, la Flat tax, la norma sulla sanità, la legge che taglia gli stipendi ai parlamentari, la legge sul conflitto di interessi, ma serve un vertice di governo, abbiamo sempre lavorato così. L’ho chiesto al presidente del Consiglio, l’ho chiesto al segretario della Lega, io sono disponibile, ma se non si fanno i vertici di governo per dirimere i nodi come abbiamo sempre fatto, non si può procedere – spiega Di Maio -. Se oggi si va a rilento su alcuni dossier, la Lega non deve chiedere a noi, forse deve chiedere a se stessa perché non si riuniscono più i vertici di governo. Perché sono offesi per il caso Siri? Io lo rifarei altre 100 volte quello che ho fatto su Siri”. Poi la stoccata finale: Negli ultimi quattro mesi non riconosco più la Lega che ho conosciuto nei primi sei. E’ come se Salvini si fosse tolto la felpa e avesse messo l’abito buono della vecchia politica, io non li capisco più come prima”.

Adolfo Spezzaferro

1 commento

  1. Ma chi se ne frega dei comizi di gigino? E’ ben chiaro che vuole comandare lui
    Salvini stacchi la spina

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