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 Cesena, 27 nov – Intimidazioni, minacce, liste di proscrizione: in una parola mafia. O antifascismo, che poi è la stessa cosa. Almeno a Cesena, dove i “bravi ragazzi” dei centri sociali in questi giorni stanno volantinando e affiggendo una locandina in cui si minaccia il proprietario di un locale, colpevole di affittare la sede a CasaPound. Questo il testo del volantino: “Sappiamo per certo che l’associazione neofascista CasaPound è interessata ad aprire una propria sede a Cesena e che è in trattativa per aprirla nel locale situato in via Contrada Albertini 28. Il proprietario del locale è tal ***** che ha anche una agenzia immobiliare in città. Una cosa deve essere chiara: chi affitta i propri locali ad associazioni, partiti, gruppi che si richiamano al fascismo ne è complice, e non può pensare di ignorare o nascondere le proprie responsabilità. Il signor ***** è reperibile al numero ***** e al contatto mail *****. Facciamogli sapere come la pensiamo, le sedi fasciste non le vogliamo”.
Le minacce in stile mafioso nei confronti del proprietario del locale e della sua famiglia, sono iniziate due settimane fa. Una ragazza, fingendosi una rappresentante di CasaPound, lo ha chiamato per avere conferma dell’apertura della sede. Pochi giorni dopo gli antifascisti si sono presentati davanti al locale minacciando il figlio del proprietario, iniziando poi a volantinare la lettera di minacce in tutto il centro storico di Cesena. Un atteggiamento mafioso che non è piaciuto ai cittadini di Cesena.
Lo stesso non si può dire però del Partito Democratico, che attraverso il consigliere comunale Filippo Rossini ha espresso solidarietà agli antifascisti cesenati. In un gruppo su Facebook in cui si commentava il volantino intimidatorio ha scritto queste parole: “Viva le antifasciste e gli antifascisti che hanno scritto questo volantino. Chi non combatte è complice”. Per fortuna c’è chi gli risponde così: “Vedere un consigliere comunale che supporta la gogna contro un cittadino che ha l’unica colpa di affittare regolarmente un immobile è disgustoso”.
Davide Romano

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6 Commenti

  1. Dopo la vicenda Spada sono stati pubblicati due articoli sul Primato nei quali si sosteneva che la mafia è quella dei Riina, quella che mette le bombe e non le intemperanze di qualche bulletto di periferia. In questo articolo non si esita definire mafiosi i toni di una locandina.
    Quindi la locandina antifa è mafiosa, il traffico di droga, le estorsioni e l’usura di un clan di zingari sono bravate.
    Per evitare fraintendimenti, odio i centri sociali e simpatizzo per CP ma non è la prima volta che leggo articoli strumentali e intellettualmente poco onesti su questa testata.
    Per quale motivo applicare due pesi e due misure e sminuire la gravità delle attività criminali degli zingari di Ostia? Sinceramente sono rimasto molto perplesso

  2. atteggiamento tipico di chi predica la libertà!!! la solita coerenza dei rossi che va tutto bene , se la pensi come loro!DELINQUENTI ci vorrebbe il regime che predicano, vediamo quanto durano.

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