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Roma, 27 ago – L’Isis-K, ossia lo Stato islamico del Khorasan, una provincia afghana, ha rivendicato gli attentati terroristici che ieri a Kabul hanno fatto 90 morti, di cui 13 militari Usa. L’attacco dell’Isis-K contro i civili afghani ammassati fuori l’aeroporto di Kabul e i militari americani è un attacco soprattutto contro i talebani, che controllano l’Afghanistan. Vediamo di capire perché.



L’Isis-K rivendica gli attentati di Kabul

Secondo la rivendicazione pubblicata su Telegram a colpire l’aeroporto è stato l’attentatore suicida Abd al Rahman al Lougari. Nel messaggio i terroristi hanno sostenuto che al Lougari è riuscito a “superare tutte le fortificazioni della sicurezza” all’aeroporto di Kabul, arrivando “a non più di cinque metri dalle forze americane” prima di farsi esplodere. Nella nota, l’Isis-K ha anche accusato i talebani di essere “in alleanza” con i militari americani per evacuare “le spie”. Ossia gli afghani che per anni hanno collaborato con i Paesi occidentali, a partire dagli interpreti.

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Chi sono i terroristi dell’Isis-K

Lo Stato islamico del Khorasan è composto prevalentemente da non afghani – i componente provengono da Pakistan, Tagikistan e Uzbekistan -, ma gli afghani presenti sono ex talebani. La nascita del gruppo viene fatta generalmente risalire al 2014 nella provincia sud occidentale pachistana del Balochistan, durante un incontro fra due emissari dell’Isis e un gruppo di talebani delusi dai loro comandanti. Secondo quanto riporta la Bbc, l’Isis-K avrebbe sede nella provincia orientale del Nangarhar, al confine con il Pakistan.

Gli attentatori riescono a colpire anche ora che ci sono i talebani

Oggi l’Isis-K conta pochi componenti dopo le pesanti perdite subite negli ultimi anni negli scontri con talebani ed ex governativi afghani. Negli ultimi tempi lo Stato islamico è comunque riuscito a condurre l’attacco alla prigione di Jalabad, con la liberazione di centinaia di prigionieri, in gran parte jihadisti. E poi lo scorso 8 maggio ha massacrato oltre 85 studentesse, colpevoli solo di appartenere all’etnia Hazara, con una autobomba a Kabul. Prova provata che i terroristi potevano agire indisturbati nella capitale afghana. L’attentato di ieri dimostra che nonostante l’arrivo dei talebani, riescono comunque a colpire. Tuttavia in uno scontro aperto, l’Isis-K verrebbe distrutto dai talebani. Questo la dice lunga su alcune imprecisioni che circolano negli scenari pubblicati in queste ore.

Ecco perché in Afghanistan non ci sarà alcuna guerra civile

Sì, perché secondo la stampa mainstream ora in Afghanistan ci sarà una guerra civile tra talebani, Isis-K e al Qaeda per il controllo del Paese. Niente di più falso. Innanzitutto al Qaeda, i cui appartenenti in Afghanistan vengono chiamati “gli arabi”, proprio perché non conta afghani tra le sue file, oggi è sparita, ininfluente. Quindi è sbagliato chiamarla in causa. Veniamo a Isis-K e talebani. Come abbiamo detto, lo Stato islamico in Afghanistan è in grado di condurre attentati ma non ha i numeri per affrontare in campo aperto i talebani. Per cui non ci sarà alcuna guerra civile. A tal proposito apriamo e chiudiamo il capitolo Panshir, con la resistenza anti talebana guidata dal figlio di Massoud. Attualmente la regione è completamente circondata dai talebani. Dunque se qualche potenza occidentale volesse armare Massoud e i suoi dovrebbe paracadutare armi e munizioni. Altri modi non ce ne sono.

Ecco perché l’Isis-K odia i talebani

Va da sé dunque che i talebani dovrebbero riuscire a continuare a controllare l’Afghanistan, eliminando una volta scovati i vari esponenti dell’Isis-K. E poi, chissà, davvero Biden riuscirà a vendicare i 13 militari morti con attacchi mirati. Ultimo aspetto importante (e anche qui abbiamo letto grosse imprecisioni): perché l’Isis-K odia i talebani. Allora, posto che i motivi religiosi non c’entrano – non è vero che lo Stato islamico considera gli “studenti coranici” degli apostati – c’entra piuttosto la politica estera. Sì, perché l’Isis-K odia i talebani perché non sono internazionalisti. Non vogliono portare l’islam nelle terre degli infedeli. Li odia perché sono dei nazionalisti che vogliono “solo” liberare l’Afghanistan. A dire il vero, con le dovute proporzioni, i talebani rispetto all’Isis-K sono quelli pacifici.

I talebani sono deobandi

I talebani – non tutti lo sanno – sono deobandi (sunniti conservatori), e rispetto all’Isis-K sono dei riformisti. I deobandi sono i seguaci di una corrente religiosa del subcontinente indiano e dell’Afghanistan che si rifanno in gran parte alla scuola giuridica dell’Imam Abu Hanifa. Il loro principale centro è il seminario della città di Deoband, in India. Ciò che più conta è che il movimento nacque come reazione alla colonizzazione britannica dell’India. E propugnava un nazionalismo in cui hindi e musulmani dovevano essere uniti contro l’impero britannico.

In conclusione, quelli dell’Isis-K sono jihadisti, combattenti contro gli infedeli, i talebani invece sono mujaheddin, combattenti per la propria patria.

Adolfo Spezzaferro

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