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Roma, 28 gen – Occhio alle battutacce da caserma in ufficio: un uomo verrà risarcito per mobbing con un assegno di 27mila euro per essere stato apostrofato come “frocio” da un collega sul posto di lavoro. Il fatto è avvenuto in Irlanda, mentre l’uomo, programmatore e di tendenze omosessuali, stava seduto al proprio tavolo di lavoro nell’esercizio della sua professione. Lo riporta l’Irish Examiner.

Un collega si è così rivolto ad un altro collega, etichettandolo come ‘froc*o’, per poi proseguire ridendo che “era meglio non sedersi accanto a lui, a meno che non si volesse essere colpiti dall’omosessualità”. Secondo quanto riferito dal protagonista della vicenda, episodi come questo erano all’ordine del giorno e lo facevano sentire minacciato nella propria incolumità e umiliato.

I due “mobber” del programmatore erano il caposquadra e un collega, che stando sempre alle dichiarazioni dell’offeso, erano soliti ridergli in faccia e deridere il materiale postato dal programmatore sui suoi social, contribuendo a creare “un ambiente ostile” che gli faceva vivere con terrore il momento di varcare la soglia del luogo lavorativo, tanto da soffrire di depressione e attacchi di panico. James Kelly, funzionario della Workplace Relations Commission (Wrc), ha ritenuto le prove “molto credibili”, confermando che la vittima è stata discriminata dal datore di lavoro sulla base del suo orientamento sessuale. “Il comportamento dei suoi aguzzini ha senza dubbio creato un umiliante, intenso ed ostile ambiente di lavoro. Un enorme fardello lesivo della salute mentale e fisica della vittima. I 27.000 euro di risarcimento sono l’equivalente di una retribuzione lorda di 18 mesi per il disagio prolungato subito dalla vittima.

Cristina Gauri

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