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Roma, 28 dic – Nostalgia, nostalgia canaglia. E nientemeno che del periodo fascista. Secondo quanto racconta Christian De Sica, l’attore comico figlio del genio del neorealismo Vittorio, Eugenio Scalfari veniva colto da una forte commozione all’ascolto delle canzoni del ventennio mussoliniano. Tra il fondatore di Repubblica e il regista originario di Sora c’era un rapporto di profonda amicizia. Nata, per così dire, in maniera un po’ rocambolesca. “Il papà (di Eugenio Scalfari) era il direttore del Casinò di Sanremo” racconta il figlio Christian ai microfoni di Chiambretti per “La Repubblica delle Donne”. “Mio padre era un giocatore, perse tutto e andava in giro per Sanremo con le tasche rovesciate. Il padre di Eugenio gli diede il viatico per tornare a Roma. Tra loro rimase un’amicizia”.

La stessa cosa ricordò anche lo stesso Scalfari, nel 1991, in occasione di una serata commemorativa per Vittorio De Sica andata in onda sulle reti Rai: “Avevo 15 anni, a Sanremo, e De Sica era un giocatore incallito. Lo conobbi, perché diventò amico di mio padre che dirigeva il casinò. Quando un cliente della casa non aveva più neppure i soldi per il biglietto del treno, era consuetudine che il casinò gli fornisse l’”argent de poche” per le minime spese. Accadde anche con De Sica: mio padre, lo ricordo come adesso, venne a casa e raccontò: abbiamo dato il ‘viatico’ a De Sica…”.

Quello che però il fondatore di Repubblica, l’antifascista, il fustigatore tuonante di Berlusconi e della destra “tout court”, ha avuto gli occhi inumiditi di lacrime davanti a un’interpretazione di Christian De Sica sulle di alcuni “motivetti” celebri durante il periodo mussoliniano. “A Eugenio piacevano tutte le canzoni che cantava mio padre” racconta l’assai divertito De Sica all’incredula platea televisiva “ma soprattutto le canzoni del ventennio fascista. Quindi ho fatto piangere cantandogli “Faccetta nera” e “Parlami d’amore Mariù”. Che è una cosa assurda!”. Quando c’era “Lui”, insomma, le canzoni le scrivevano bene. Persino per Eugenio Scalfari.

Ilaria Paoletti

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1 commento

  1. Eugenio Scalfari… Uno degli uomini più viscidi dell’intera storia d’Italia. Un voltagabbana privo di morale che dimostra in modo lampante – data la longevità che purtroppo lo contraddistingue – la sensatezza dell’adagio popolare relativo alla proverbiale “erba cattiva”.

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