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Santiago del Cile, 19 ott – Antifascisti in azione in Cile, impegnati come sempre nell’unica attività che gli riesce benissimo: devastare, saccheggiare, incendiare, insozzare. Bersaglio dell’odio antagonista due chiese cittadine: la Parroquia de la Asuncion, costruita nel 1876 e crollata a seguito di un incendio che ha distrutto completamente la struttura, mentre un secondo luogo di culto è stato saccheggiato e ha subito danni da incendio.

Le proteste

Decine di migliaia di manifestanti si sono riuniti ieri nel centro di Santiago per celebrare l’anniversario dei movimenti di protesta scoppiati lo scorso anno, inizialmente in risposta a un aumento delle tariffe della metropolitana, prima di trasformarsi in una manifestazione generale contro la disuguaglianza e il governo. Le proteste dello scorso anno, iniziate il 18 ottobre, si erano protratte fino a metà dicembre. Le rivolte ed i saccheggi avevano provocato miliardi di dollari di danni e perdite alle imprese e alle infrastrutture del Paese. I disordini avevano visto la discesa dei militari in piazza per la prima volta dai tempi di Pinochet.

Le devastazioni

Ieri i manifestanti antifascisti festanti per l’anniversario hanno circondato Parroquia de la Asuncion, prima devastandone la facciata, poi appiccando il fuoco, che ha velocemente avvolto il campanile facendolo infine crollare. Urla di esultanza e applausi sono eccheggiati della piazza al momento dello schianto che ha sparso detriti in fiamme nel raggio di una decina di metri.
Più di 15 stazioni della metropolitana sono rimaste temporaneamente chiuse a causa dei disordini. La polizia ha sparato lacrimogeni e idranti contro gli antifascisti, incappucciati e a volto coperto, impegnati nelle loro consuete azioni di saccheggio e devastazione.

Gli impressionanti video delle devastazioni alla chiesa di Parroquia de la Asuncion

Cristina Gauri

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