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Roma, 19 ott – Il Fatto Quotidiano ordina, il governo esegue. E’ chiaramente un’iperbole, anche se, sulle pagine del quotidiano diretto da Marco Travaglio, si rivendica sostanzialmente di aver contribuito a far introdurre una misura nel nuovo Dpcm. “Dopo che ilfattoquotidiano.it ha raccontato come molte Regioni governate dal centrodestra abbiano nei fatti boicottato la app Immuniil nuovo Dpcm emanato nella notte corre ai ripari” scrive stamane Ilfattoquotidiano.it.

Il Fatto Quotidiano “ordina”, il governo esegue

Insomma l’inchiesta del Fatto sul “boicottaggio” dell’app Immuni operato dalle regioni, tra direttori sanitari locali che avevano definito senza mezzi termini la trascrizione dei positivi sull’app Immuni una “rottura di scatole”, spiegando come gli stessi operatori “non sono stati formati per nulla e quindi abbiamo dei sanitari che, quando devono sbloccare Immuni, aspettano il collega che lo sa fare” come dichiarato Vittorio De Micheli, direttore dell’Ats Milano, sarebbe stata determinante.

Il testo sull’app Immuni nel Dpcm

E così ecco che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte interviene in sostegno diretto dell’app Immuni, nel tentativo di scongiurare quello che fino ad oggi è stato un evidente flop. “l fine di rendere più efficace il contact tracing attraverso utilizzo dell’app Immuni”, si legge nel Dpcm, “è fatto l’obbligo all’operatore sanitario del dipartimento di prevenzione dell’Azienda Sanitaria Locale, accedendo al sistema centrale di Immuni, di caricare il codice chiave in presenza di un caso di positività”. 

Difficile quantificare l’impatto dell’inchiesta del quotidiano più filo governativo. Certo la presenza del “contact tracing” attraverso l’app Immuni, con l’inserimento della lettera “a-bis” all’articolo 3 comma 1 in aggiunta al precedente Dpcm del 13 ottobre non sembra esattamente casuale, e potrebbe risentire delle ultime informazioni emerse sul boicottaggio” delle Regioni.

Davide Di Stefano

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