Pechino, 21 gen – La crescita della Cina non è inarrestabile. Di per sé, questa è già una notizia per certi versi inaspettata. Fino allo scorso anno nessun analista aveva infatti previsto una frenata così importante del Pil cinese: l’Ufficio nazionale di statistica ha confermato oggi che nel 2018 Pechino ha registrato il tasso annuo di crescita più lento dal 1990, periodo delle sanzioni economiche internazionali in seguito alla repressione di piazza Tienanmen.

Nell’ultimo trimestre del 2018 la Cina ha toccato il livello più basso, con una crescita del Pil che per l’intero anno si è attestata al 6,6% a fronte del +6,8% nel 2017 e del +6,7% nel 2017. Nonostante la netta crescita industriale e sulle vendite al dettaglio nel mese di dicembre, la Cina paga la guerra dei dazi con gli Stati Uniti, oltre alla riduzione del debito dei governi regionali.

In generale il dragone asiatico continua a spingere sull’acceleratore per quanto riguarda il settore privato, frenando però drasticamente in quello pubblico. In linea con questa, seppur parziale, “decrescita economica”, Pechino ha segnato nel 2018 il tasso di natalità più basso addirittura dal 1980, da quando cioè è diventata effettiva la politica del figlio unico (poi rivista nel 2016). In ogni caso la nazione cinese continua a crescere, contando adesso 1,395 miliardi di persone.

Alessandro Della Guglia

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