Roma, 2 ago – La Chiesa usa i videogiochi per parlare con i fedeli e per lanciare il suo messaggio. La bizzarra iniziativa si afferma negli Stati Uniti, come riporta Tgcom24. La tecnologia e gli hobby popolari al servizio della fede? Chissà.

Chiesa e videogiochi In Oklahoma

Qualcuno ha detto che i videogiochi sono un’occasione per socializzare. E con la spinta dell’online, anche a distanze geografiche considerevoli. Poteva sfuggire questo anche al mondo cristiano? Del resto, anni fa, anche l’avvento del Papa su Twitter fu inizialmente visto da molti con una certa sorpresa, oltre che curiosità. Ma come dire, le situazioni, le occasioni che permettono confronti possono essere infinite, quindi chissà. Almeno, è desumibile che così avranno pensato alla questione nella chiesa americana di Claremore, in Oklahoma, che ha deciso di assumere un ragazzo appassionato di videogiochi per comunicare con i propri fedeli in rete. Il ragazzo ha raccontato la sua esperienza di videogiocatore e ha spiegato quali sono le ragioni che lo hanno spinto ad accettare il compito, senza dubbio curioso, che gli è stato assegnato.

Il “missionario online”

Si chiama Joshua Clayton, il creatore di contenuti che è diventato una specie di “missionario online”. E che svolge questo compito per la First Baptist di Claremore. Un appassionato di videogiochi, Joushua. Che sfrutta ora il suo hobby, anche per seguire la sua fede. Così si esprime il giovane nel merito: “Sto giocando ai videogiochi che amo, sto costruendo diverse community su numerose piattaforme social e sto avendo l’opportunità di far conoscere Gesù in spazi in cui il nome di Dio non viene insegnato“.

Alberto Celletti

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