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Roma, 25 giu – “Il primo a mettere i jeans a Foggia”. Auguri a Renzo Arbore, 82 anni compiuti ieri, da sempre uno spirito anticonformista, liquido, irrequieto, nemico delle prescrizioni, ma dotato di una profonda umanità e “senso del pop” che lo ha reso amatissimo dagli italiani e non solo. Ambasciatore della musica e della cultura italiana nel mondo, un mattatore instancabile in perenne tour con la sua orchestra, Renzo Arbore L’Orchestra Italiana. Il suo anticonformismo viene testimoniato anche dalla lunga intervista rilasciata per Il Giornale Off in cui il musicista si mette a nudo – toccando anche temi, come vedremo, che pochi suoi colleghi avrebbero il coraggio di affrontare senza timore di subire una damnatio.

Il vero artista

Chi è il vero artista per Arbore? “Il vero artista è un signore fuori ordinanza. Ha un vantaggio rispetto agli altri mestieri: non è razionale. L’artista sfugge alle regole. Fontana fa uno squarcio sulla tela ed è artista come Modugno che canta Lu pisci spada”, spiega. “E siccome siamo in un’epoca di rottamazione voglio dire: l’artista è longevo! Quando sento: ‘Questo lo rottamiamo, ha fatto il suo corso’, ebbene caro Renzi – prosegue Arbore – nel mondo artistico non esiste la rottamazione. Io ho imparato dagli artisti più vecchi di me”.

Bluff comunista

Una parentesi particolare tra il mare di aneddoti riguarda poi la domanda sugli anni della contestazione, che il conduttore dice di aere vissuto “Dolorosamente”. Racconta Arbore: “Avevo amici sessantottini. Io non condividevo. Ero stato a Berlino Est. Avevo visto la differenza”, spiega. “Le chiacchiere sul comunismo non mi convincevano per niente. Il comunismo è stato un bluff! Raccontavano palle!” E racconta degli artisti che “arrivavano in Russia, in Unione Sovietica, raccontavano di repressione, censura. Io sono sempre partito dalla libertà”. E conclude: “Confesso di essere a-comunista. Poi nel’68 ho sofferto molto per le morti di poliziotti e magistrati”.

Cristina Gauri

3 Commenti

  1. . più che un “bluff” è stata una gran fregatura per chi lo ha vissuto …e, se ci ha pure creduto, doppia fregatura..

  2. Vista la lunga permanenza in RAI, verrebbe da pensare che con i comunisti (anzi, con i tinti di rosso) e con i loro eredi l’Arbore abbia avuto un rapporto piuttosto stretto. L’impressione che si ricava da una superficiale osservazione all’intorno, è che in Italia non esistesse (e in massima parte è lecito sospettare che non esista tutt’ora) la possibilità di emergere più o meno artisticamente senza gli appoggi della parte “giusta”. Chi mi legge provi ad approfondire in proprio, dopo di che si faccia un’idea di quanto io possa aver torto o ragione.

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