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concerto capodanno Roma RaggiRoma, 22 dic – Non sembra avere fine la crisi che attanaglia Virginia Raggi e l’amministrazione a 5 Stelle di Roma. Tra assessori e dirigenti che saltano un giorno sì e l’altro pure, uomini chiave arrestati per corruzione, tensione alle stelle tra “sindaca” e vertici del MoVimento, avvisi di garanzia in arrivo e bocciatura del bilancio del Comune, un alone di sventura e di negatività sembra avvolgere la prima grande esperienza di governo pentastellata. Un clima generale di tristezza, che non sembra relegato esclusivamente alle stanze di palazzo Senatorio. Le feste nella capitale d’Italia saranno infatti all’insegna dell'”austerità” (o forse sarebbe più corretto dire della “micragna”). Dopo essere riuscita nell’impresa piazzare in piazza Venezia quello che è stato definito all’unanimità l’albero di Natale più brutto d’Italia, tanto da dover correre ai ripari riaddobbandolo in fretta e furia (ma sempre con materiali riciclati ed economici, non sia mai), il sindaco Raggi priverà la capitale d’Italia di fuochi d’artificio e concertone di Capodanno.

Con un’ordinanza firmata in queste ore, la Raggi prescrive il divieto assoluto “dal 29 dicembre alle ore 24 del 1 gennaio 2017, di usare materiale esplodente, fuochi artificiali, botti e razzi”. Per i trasghessori sono previste sanzioni che vanno dai 25 ai 500 euro. Dunque nessuno spettacolo pubblico con fuochi d’artificio, ma nemmeno fischiabotti e raudi in terrazzo o in giardino (per chi ce l’ha). I romani potrebbero farne a meno e magari godersi in centro il consueto concertone di fine anno, se non fosse che nella Roma pentastellata non ci sarà nemmeno quello. Questa volta non per volontà diretta della Raggi (che in ogni caso, tolto lo scialbo balletto alla festa 5 Stelle in Sicilia, non sembra avere esattamente il profilo della “regina della festa”), ma a causa del ripensamento di “iCompany”, la società privata che aveva vinto il bando per l’organizzazione dell’evento. L’annullamento del concerto sarebbe dovuto al passo indietro di sponsor privati, che avrebbero garantito l’operazione a costo zero per le casse del Comune di Roma e un evento gratuito per il pubblico. Il bando infatti prevedeva la concessione gratuita della location (Fori Imperiali o Circo Massimo), in cambio della costruzione dell’evento da parte di un privato.

E così con un albero di Natale a dir poco “scarno” e l’assenza di botti e fuochi d’artificio, i romani dovranno rinunciare anche all’esibizione di Max Gazzè e Violante Placido (forse non tutto il male viene per nuocere…). In ogni caso per la prima volta dopo vent’anni cittadini e turisti potrebbero non avere un evento per aspettare tutti insieme la mezzanotte e salutare il nuovo anno. Sarà così, a meno che dalla società vincitrice non arriveranno nuove notizie a stretto giro. Considerando che sul sito del Comune di Roma si pubblicizzano pacchetti turistici per passare il Capodanno in capitali straniere (e che a capo del Dipartimento del Turismo capitolino era stato piazzato il fratello di Marra), queste feste all’insegna della tristezza erano il minimo che potesse capitare.

Davide Di Stefano

 

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