Roma, 30 mag – Lo strappo di Mattarella nei confronti dell’alleanza giallo-verde è stata giustificata dal Colle con la presunta volontà del ministro dell’Economia in pectore Paolo Savona di traghettare l’Italia fuori dall’euro. Repubblica, ovviamente, ci ha marciato sopra, lanciando come “scoop” il cosiddetto piano B di Savona sull’uscita dell’Italia dalla moneta unica, basando la propria tesi su un convegno tenuto da Scenari economici nel 2015. Il sito, gestito tra gli altri dall’economista Antonio Maria Rinaldi, ha poi smentito la “fake news” del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. Eppure, potrebbe esserci altro dietro all’ostruzionismo del Colle rispetto all’esecutivo Lega-Cinque Stelle. Più in particolare, potrebbe esserci il contratto siglato tra Matteo Salvini e Vladimir Putin circa un anno fa. Vediamo perché.
Il patto, formalmente stipulato tra Lega e Russia Unita (il partito di Putin), è stato effettivamente firmato il 6 marzo del 2017. Salvini, infatti, in quei giorni era volato a Mosca per incontrare il Presidente russo e il ministro degli Esteri Sergej Lavrov. In quell’occasione il leader del Carroccio mise dunque nero su bianco l’accordo con il segretario aggiunto del Consiglio direttivo di Russia Unita, Sergej Zheleznyak. Il patto di partenariato, composto di 10 punti e vincolante per almeno cinque anni, prevede la cooperazione dei due partiti con iniziative che vanno dallo scambio regolare di «delegazioni di partito a vari livelli, per organizzare riunioni di esperti, così come condurre altre attività bilaterali» (art. 2) fino all’organizzazione di «seminari bilaterali e multilaterali, convegni, “tavole rotonde” sui temi più attuali delle relazioni russo-italiane» (art. 5) e alla «collaborazione di organizzazioni giovanili, femminili, culturali, umanitarie, ecc. al fine di rafforzare l’amicizia, la formazione giovanile nello spirito di patriottismo e di operosità» (art. 6).
Quello che però deve aver messo in agitazione Mattarella è senz’altro l’art. 1, che recita testualmente: «Le Parti si consulteranno e si scambieranno informazioni su temi di attualità della situazione nella Federazione Russa e nella Repubblica Italiana, sulle relazioni bilaterali e internazionali». Qualora Matteo Salvini diventasse ministro dell’Interno, avrebbe la facoltà di ricevere il cosiddetto Nulla osta sicurezza (Nos), ossia l’accesso a informazioni riservate o addirittura top secret. Di qui potrebbero dunque nascere i timori della Nato, che potrebbe escludere l’Italia dalla sfera decisionale delle grandi organizzazioni internazionali. Di qui, dunque, la ritrosia di un Mattarella che a quanto pare, oltre a dettare le politiche economiche, è deciso anche a scegliere le linee-guida di politica estera della nazione.
Elena Sempione

5 Commenti

  1. …il,’ Savona” è solo il siparietto con cui nascondere la realtà… ma se lo si racconta, la gente, per lo più è incredula..”.L’informazione” ,del regime asservito agli USA, ha drogato la maggior parte…

  2. Un presidente di matrice comunista si oppone ad un Salvini che amoreggia con Putin? Tanto per capire di che pasta sono fatti i comunisti italiani e di che pasta sono fatti i presunti sovranisti italiani. Mah!

  3. Quanti milioni di euro hanno perso gli imprenditori italiani del nord est con le suicide sanzioni alla Russia??? Quante volte Salvini ha detto che il suicidio economico era stato causato dai governi piddini servi e amici di mattarello??? Quanti al sud hanno perso migliaia di euro poiché non potevano esportare i prodotti agricoli di un territorio fertile e solatio verso la ex unione sovietica??? Salvini non lo vogliono poiché ha dimostrato di avere le palle e la casta nauseabonda e parassita che circonda il grigio burocrate mattarello lo vede come una minaccia è un pericolo……..in questi giorni gli inadeguati piddini si dimenano come bestie ferite e con la loro tipica arroganza indegna e stracciona vomitano sentenze vergognose……. proprio voi, piddini traditori della patria, ancora voi che avete ridotto l’Italia ad una lurida cloaca……. ancora parlate.

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