Coppa America no bordersMilano, 27 apr – Gli amanti del calcio si tengano pronti per la nuova avventura che potrebbe coinvolgere la nazionale italiana nel 2019 come una delle principali protagoniste dell’edizione della Coppa America, che si terrà in Brasile. Avete letto bene, la nazionale di Ventura potrebbe contendere al Cile, detentore del trofeo, il titolo di campione sudamericano.

A Santiago del Cile il Conmebol, il comitato organizzatore della Coppa America, vuole dedicare sei posti – le nazionali partecipanti sono sedici totali – a selezioni “extra” sudamericane che andranno a completare il tabellone con le solite Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Uruguay, Paraguay, Perù, Ecuador, Venezuela e Bolivia. Proposta che è già stata approvata.

Sangue di Enea Ritter

Gli azzurri non sarebbero nemmeno i soli provenienti da fuori: a farci compagnia ci sarebbero Spagna, Portogallo e Francia oltre a qualche squadra africana o asiatica. Perché chiamarla, dunque, Coppa America? Nelle recenti partite di Champions League capita di vedere la scritta “respect”, rispetto, a caratteri cubitali, eppure con queste decisioni è proprio quello che viene a mancare. Rispetto per l’identità di un intero continente e dei suoi popoli, abituati a ricevere i vincitori della Copa come delle divinità, adorati da folle oceaniche lungo le strade. Sì, il Conmebol ha commesso un grave autogol.

Giacomo Bianchini

1 commento

  1. concordo con voi che ad una comeptizione continentale, debba partecipare soltanto gli stati di quel continente;

    ma nell’articolo avete messo almeno una frase inadeguata,

    “Rispetto per l’identità di un intero continente e dei suoi popoli, ”

    identità….

    in fondo cosa accomuna i “popoli” americani con quelli tedeschi, spagnoli, inglesi, francesi, italiani?
    niente….

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