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Roma, 15 ott – Una «catastrofe educativa». Tra i tanti effetti sociali devastanti creati a livello globale dalla pandemia potrebbe esserci anche questo. Lo sostiene Papa Francesco che ha parlato in un videomessaggio ai partecipanti al Global Compact on Education. «Secondo alcuni recenti dati di agenzie internazionali, si parla di “catastrofe educativa” di fronte ai circa dieci milioni di bambini che potrebbero essere costretti a lasciare la scuola a causa della crisi economica generata dal coronavirus, aumentando un divario educativo già allarmante, con oltre 250 milioni di bambini in età scolare esclusi da ogni attività formativa».

Non era mai successo nella storia dell’umanità che un’intera generazione di bambini a livello globale interrompesse la propria istruzione: sono stati 1,6 miliardi i bimbi e gli adolescenti rimasti a casa durante la fase più acuta dell’emergenza Covid-19. Prima della pandemia erano 258 milioni. Tagli all’istruzione e la povertà ingenerata dalla crisi economica dovuta al coronavirus potrebbe costringere a lasciare per sempre l’istruzione dieci milioni di bambini, mentre milioni di altri bambini dovranno fronteggiare gravi ritardi nell’apprendimento.

Sono le cifre contenute in nuovo rapporto globale di Save the Children diffuso questa estate ma che le parole del Pontefice hanno reso di nuovo attuale. L’analisi di questo indice sottolinea come in 12 Paesi – Niger, Mali, Chad, Liberia, Afghanistan, Guinea, Mauritania, Yemen, Nigeria, Pakistan, Senegal e Costa d’Avorio – questo rischio sia elevatissimo, mentre in altri 28 paesi il rischio è comunque elevato o moderato. A soffrire di più di questa condizione sono le ragazze, che potrebbero essere costrette precocemente al matrimonio combinato per non gravare sulle spese famigliari. Sarebbero 9 milioni le bambine in età di scuola primaria che rischiano di non andare mai a scuola, a fronte di 3 milioni di bambini.

In uno scenario in cui i governi dei Paesi in via di sviluppo si trovassero costretti a drenare il 10% delle risorse ora destinate all’istruzione per coprire altre spese, si arriverebbe a un ammanco di 192 miliardi di dollari entro la fine del 2021 per l’istruzione «Circa 10 milioni di bambini potrebbero non tornare mai a scuola: si tratta di un’emergenza educativa senza precedenti. Proprio per questo i governi devono investire urgentemente nell’apprendimento, mentre al contrario siamo a rischio di impareggiabili tagli di bilancio, che vedranno esplodere le disparità esistenti tra ricchi e poveri e tra ragazzi e ragazze. Sappiamo che i bambini più poveri ed emarginati che erano già i più a rischio hanno il danno maggiore, senza accesso all’apprendimento a distanza o qualsiasi altro tipo di istruzione, per metà dell’anno accademico», ha dichiarato Inger Ashing, Ceo di Save the Children.

Cristina Gauri

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