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Roma, 6 set – Il gelato non è stato apprezzato, a quanto pare. Milletrecento gelati, dei 20mila distribuiti nelle case di accoglienza e nelle mense dei poveri a Roma, erano stati fatti recapitare al centro Mondo Migliore di Rocca di Papa dove alloggiavano gli immigrati arrivati con la nave Diciotti. Cinquanta di essi – degli immigrati, s’intende, non dei gelati – hanno preferito tagliare la corda e abbandonare il Cas ove la Chiesa accoglie i bisognosi o presunti tali. Adesso gironzolano sul territorio italiano. Dalla Caritas italiana giungono voci confortanti: dicono che non è niente di strano perché quegli immigrati non erano tenuti in ostaggio. Giusto, ad oggi è il ministro dell’Interno sospettato di sequestro di persona. E in uno slancio di senso di responsabilità, alcuni esultano per lo spirito libero dei poco graditi ospiti, i quali pare vogliano recarsi verso il Nord Europa. Poveri illusi.

Qualche cinica considerazione pare necessaria visto che di buonisti già siamo pieni. Gli sbarcati dalla nave Diciotti intenderebbero uscire dall’Italia recandosi altrove, magari in Germania. Nessuno li ha avvisati che dal confine italiano non usciranno mai poiché i paesi filantropi che ci bacchettano notte e giorno sono anche quelli con le frontiere più sprangate di tutti. La narrazione che arriva fino al centro dell’Africa non racconta però della condizione tesa in cui vive quest’Europa, in cui ognuno tira l’acqua al suo mulino e l’unico Stato membro che lo prende in tasca – ovvero si becca degli immigrati via mare – rimane l’Italia. La cinquantina di persone che ha abbandonato il Cas di Rocca di Papa rimbalzerà sui muri di un’Europa disunita.

Ma l’aspetto più drammatico non è questo, bensì la bugia che ancora una volta ci è stata raccontata. Parevano disperati, moribondi, acciaccati e tutti profughi. La sfilata dei filantropi progressisti aveva proprio questo fine: intenerire noi carogne per farci aprire le porte a chi ne aveva bisogno e diritto. Tutto a un tratto, però, a questi benedetti disgraziati non è più interessato far studiare il proprio caso per tentare di essere riconosciuti come rifugiati. No, loro hanno abbandonato tutto interrompendo, o non facendo proprio iniziare, la trafila burocratica che poi porta al verdetto sul loro conto. E dunque, li abbiamo accolti per quale motivo? Quali erano le impellenti esigenze che ci hanno obbligato ad aprire il cuore alla loro causa?

Ve lo diciamo noi: nessun motivo e nessuna esigenza. L’opposizione sciatta e becerotta ha infilzato, come al solito, il ministro Salvini con lo spillone dei buoni sentimenti e del famigerato razzismo con l’unico fine di mettere in bastoni tra le ruote a chi stava concludendo efficacemente una partita a braccio di ferro con i partner europei sulla questione delle questioni. Sappiamo, perché ce lo dicono numerosi dati, che chi arriva non fugge da niente di pericoloso e addirittura fa parte del ceto medio africano. Sappiamo, perché ce lo raccontano loro, che chi si imbarca ha solo voglia di star meglio e non, come ci viene ripetuto, di sopravvivere. E chiunque è a conoscenza dei rapporti tesi che ci legano agli Stati membri dell’Ue e che hanno prodotto barriere fisiche tra i paesi, impedendo di fatto a costoro di varcare i confini per cercar fortuna o ricongiungersi ai familiari. Ma i modaioli alla Fiano e gli chef con la stella dell’umanitarismo alla Rubio hanno il solo fine di boicottare ad oltranza per un odio ideologico che li rende ciechi e pericolosi, ignorando totalmente la questione centrale evidenziata dall’economista britannico Paul Collier, autorità mondiale sulle migrazioni: “Lavoro per il 90% con i governi africani e so che il loro incubo peggiore è che i giovani si innamorino della narrativa secondo la quale la loro unica speranza risiede nell’emigrazione”. Paesi come il Ghana, che ha un Pil in crescita del 9%, i cui governanti temono quest’effetto calamita più di qualsiasi altra catastrofe perché li sta privando delle loro migliori energie.

Però i sondaggi premiano Salvini, c’è poco da fare. E allora si rende necessario un colpo di spugna su di lui e sul partito che ha fatto risuscitare. Vi è da sempre una parte delle procure della Repubblica militante e oltranzista, così, visto che l’accusa di sequestro di persona dovrà passare dal vaglio del Senato, il Tribunale del riesame di Milano ha accolto il ricorso della procura di Genova confermando il sequestro dei famosi 49 milioni di euro. Il punto è che la Grande Chambre della Corte europea dei diritti dell’uomo ha deciso, con sentenza del 28 giugno 2018, che un provvedimento di confisca applicato a chi non era parte del processo viola l’articolo 7 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Oltre ciò, la Cassazione evidenzia che un sequestro ai danni di una persona giuridica è legittimo quando il profitto sia rimasto nella disponibilità della stessa, aggiungendo che tali profitti devono essere riconducibile al reato tributario. Ebbene, sui conti della Lega, dopo l’esecuzione dei precedenti sequestri, vi sono 5.618.000 euro, di cui circa 4.788.000 derivanti da erogazioni liberali e donazioni e i rimanenti 730.000 circa provenienti dal 2×1000. Eppure, nonostante questo, la sinistra avversa alla Lega cavalca il cavallo di battaglia delle ruberie dell’era Bossi per infangare Salvini e il partito, opponendo al suo programma la militanza oltranzista e faziosa. È un metodo caro alla sinistra che come una piovra ha allungato i suoi tentacoli ovunque potesse, magistratura e scuola in primis, mandando sul campo di battaglia magistrati e professori che godendo di fin troppa libertà sovrappongo le loro idee personali a quello che è il loro ruolo pubblico. A noi resta la sola possibilità di raccontare la verità.

Lorenzo Zuppini

2 Commenti

  1. Magistratura politicizzata ed ignobile,indegna e comunista…….una vergogna tutta italiana,una indecenza legalizzata, una arroganza vigliacca poiché trae forza da una casta intoccabile…….ma questo sarebbe nulla se a ciò non si aggiungesse una informazione fatta da nani e nanette,serve del comunismo sorosiano e delle menti marziane piddine……….il popolo vota una maggioranza politica e la pseudo giustizia la smonta pezzo per pezzo……..una schifo inverecondo, nauseabondo e vomitevole……..veri e propri rigurgiti comunisti. Vergognatevi.

  2. gli insegnanti rossi non sono mai stati un problema,anzi con la loro squallida militanza nelle classi hanno per reazione creato molti più studenti di destra di quanto non si immagini;la magistratura invece è l’unico vero cancro di questo Paese anche se ha nella sua malata primogenitura il legislatore che ne ha garantito fin troppa autonomia.In ogni caso adesso c’è internet con il libero pensiero degli utenti che poi votano……e dalla Brexit a Trump fino ad arrivare ad un Salvini PROSSIMO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO non sarà certo uno statale con la toga a fare la differenza finale,anzi.

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