Roma, 22 ago – Non sono ancora chiari, e probabilmente non lo saranno mai, la dinamica e il mandante dell’attentato che ha ucciso a Mosca Darya Dugina, giornalista russa e figlia trentenne del filosofo russo Aleksandr Dugin. In questo articolo, ci concentreremo sulle ricerche della Dugina che hanno svelato i legami tra Bellingcat, “collettivo internazionale indipendente di ricercatori, investigatori e cittadini giornalisti” con sede in Olanda, e le organizzazioni finanziati dai governi occidentali.

Prima dell’attentato, Darya Dugina stava investigando in particolare sui legami di un giornalista di Bellingcat con l’intelligence occidentale e aveva annunciato di aver raccolto molto materiale.

Cos’è Bellingcat, il collettivo internazionale su cui indagava Darya Dugina

Dalla sua fondazione nel 2014, Bellingcat è diventato una delle fonti più autorevoli dei media occidentali, anche italiani, per quanto riguarda la guerra in Siria, gli eventi seguiti al colpo di Stato in Ucraina e la controinformazione russa.

Nel 2014, il suo fondatore Eliot Higgins lavorava per un’azienda londinese di abbigliamento intimo: “È iniziato come un hobby. Non avevo alcun background sulle cose di cui stavo scrivendo. È stato principalmente perché nel 2011 stavo guardando il conflitto in Libia e le cose che venivano condivise sui social media venivano in gran parte ignorate perché non potevano essere verificate”, dichiarò Higgins in un’intervista al Guardian. Inizialmente, Bellingcat era finanziato da un crowdfunding finché non venne scoperto dai soliti speculatori dem. “Riceviamo gran parte dei nostri soldi da donatori come la Open Society Foundations (fondazione dello speculatore George Soros)”, aveva evidenziato Eliot Higgins. I clienti di Bellingcat sono “giornalisti, personale di Ong e organizzazioni per i diritti umani, avvocati, persone nel mondo degli affari e dell’intelligence“.

Si è parlato molto dei legami tra Bellingcat e i servizi di intelligence occidentali, sempre negati da Eliot Higgins. In un articolo di Foreign Policy, intitolato “Bellingcat può dire ciò che l’intelligence statunitense non può”, diversi ex funzionari della Cia lodano le attività di Bellingcat. “Non voglio essere esagerato, ma lo adoriamo”, aveva affermato Marc Polymeropolous, ex vicecapo delle operazioni della CIA per l’Europa e l’Eurasia, il quale aveva aggiunto: “Ogni volta che dovevamo parlarne (avvelenamento dell’ex spia russa Sergei Skripal, ndr) con i nostri partner, invece di cercare di chiarire le cose o preoccuparci di problemi di classificazione, potevamo semplicemente fare riferimento al loro lavoro”. Daniel Fried, assistente segretario di Stato per gli Affari europei ed eurasiatici della presidenza di George W. Bush, aveva evidenziato: “Il vantaggio di avere Bellingcat che lo fa è che non devi avere un dibattito su fonti e metodi all’interno del tuo governo”. In pratica, i servizi di intelligence americani hanno utilizzato Bellingcat come un servizio informativo, quando non potevano rendere note le fonti e quando non potevano diffondere informazioni raccolte all’interno del “mercato nero”.

Basta seguire i soldi, leggendo i bilanci, per capire gli interessi che si celano dietro alle attività investigative di Bellingcat. Il collettivo di Higgins riceve e ha ricevuto sostegno finanziario dall’Unione Europea, dalla Open Society Foundations di George Soros, dalla Sigrid Rausing Trust e dalle Oak Foundation (fondazioni della galassia di Soros), dall’Investigative Journalism for Europe (finanziato dalla Commissione Europea e dalla fondazione di Soros), dallo Zinc Network (finanziato dal Foreign Office britannico) e dalla Ned (National Endowment for Democracy), fondazione americana “indipendente” fondata nel 1983 con l’obiettivo di “promuovere la democrazia all’estero”, la quale riceve annualmente sovvenzioni dal Congresso degli Stati Uniti. Nel 2018, il presidente Donald Trump propose di tagliare i finanziamenti destinati alla Ned. Infine, per meglio comprendere la potenza di fuoco di Bellingcat, è fondamentale evidenziare che, in soli tre anni, le sue entrate sono aumentate del 140 per cento, passando da 920 mila euro a 2,2 milioni di euro.

Francesca Totolo

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6 Commenti

  1. Ma è chiaro che si tratta del solito attentato di quei bastardi della Cia. Ora, per vendicarci, occorre far saltare in aria qualcuno/a degli scribacchini al soldo di Soros. Magari partendo da quelli di repubblica, che ironizzano sulla morte della collega parlando di “partigiani” e “strategia politica”…

  2. sono stati i russi e adesso danno la colpa all’ucraina. ma fate funzionare il cervelletto coglioni! con tutti i sistemi di videosorveglianza la scorta e di tutto di piu’ al seguito di questi persobnaggi vicino a putin una umile ucraina riesce a piazzargli una bomba in macchina????? coglioni!!! la veritaì e che molti vicino a quel porco di putin non lo possono piu’ vedere.

  3. Smetterà di essere reale solo quando qualcuno farà fuori quel bandito di Wall Street (e magari anche qualcuno degli scribacchini progressisti che formano la sedicente “cultura democratica”). Che la open society finanzi ong e compagnia è arcinoto. Tu ad esempio perché neghi? Non sarai mica una zecca…

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