Roma, 19 giu – Nel mezzo del delirio sinistroide suscitato dai «porti chiusi» voluti da Salvini contro le Ong, alcuni sindaci del Pd (ma anche dei Cinque Stelle) hanno pensato bene di invitare gli immigrati a sbarcare nelle loro città (cosa che peraltro non è in loro potere). Ultimamente abbiamo assistito in particolare al patetico appello dell’asse Kyenge-De Magistris lanciato al sindaco di Roma Virgina Raggi sulle onde di Radio Rock. Obiettivo: convincere il primo cittadino della Capitale a trascurare le direttive del Viminale, e quindi ad accogliere gli immigrati. La cosa non è però andata giù a Luca Marsella, consigliere municipale di CasaPound Italia sul litorale romano. Di qui il blitz di questa mattina al porto di Ostia, da cui Marsella ha lanciato la sua provocazione: «Kyenge e De Magistris vogliono aprire il porto di Ostia? Nessun problema, lo facciamo noi. Ma per far partire loro due».
Il blitz di Marsella e dei suoi militanti, però, non è piaciuto affatto al sindaco di Napoli, che ha replicato ai microfoni attingendo alla solita retorica buonista e savianesca. A questo punto il consigliere di CasaPound ha risposto per le rime a De Magistris: «Dopo l’ex iena Pif si indigna anche il sindaco di Napoli De Magistris e risponde a CasaPound. Il blitz di questa mattina ad Ostia non è andato giù a molti buonisti. Noi siamo pronti a pagare al sindaco il viaggio (di sola andata) per lasciare l’Italia». La prima parte della battuta dedicata a Pif (al secolo Pierfrancesco Diliberto) si riferisce alla reazione social del conduttore televisivo al blitz di Marsella. Neanche Pif, infatti, aveva gradito, tanto che Marsella gli aveva già reso pan per focaccia: «La iena Pif “rosica” del blitz di CasaPound al porto di Ostia e mi attacca (non sui contenuti ma sull’esposizione). Ci sto e chiedo venia, caro Pif, era mattina presto, ma l’importante è che sia arrivato il messaggio ai buonisti come te. Sulla nave senza ritorno con De Magistris e Kyenge troviamo un posticino anche per te».

Del resto, già in passato Luca Marsella ha fatto parlare di sé per azioni forti e provocatorie. In proposito si possono citare l’episodio della rimozione della bandiera arcobaleno dall’Aula del X Municipio romano, esposta in Consiglio da una esponente del M5S, o di quello in cui tolse la foto di Mattarella per protestare contro le ingerenze del Colle nella formazione del nuovo governo. Quest’ultima azione ebbe una vasta eco in tutt’Italia, tanto da essere emulata da molti sindaci e consiglieri leghisti.
Federico Pagi

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