Roma, 30 ago – Delfini “cittadini del mare”? Sembrerebbe di sì, dopo gli ultimi studi fatti in Massachusetts e a Bristol, ripresi dall’Ansa. Gli animali sono in grado di stringere alleanze di vari livelli, nei loro gruppi, i quali a questo punto possono essere assimilabili a una comunità umana con una spiccata tendenza alla cooperazione.

Delfini, la comunità con più cooperazione sociale dopo l’uomo

Al primo posto ci siamo noi. Poi vengono i delfini, gli animali con la più vasta rete di cooperazione sociale. Gli animali acquatici infatti stringono tra loro “alleanze”, utili ai maschi per avere maggiore accesso alle femmine e migliorando le possibilità di riproduzione. A scoprirlo è un gruppo di ricercatori dell’Università del Massachusetts di Darthmouth oltre che dell’Università di Bristol, in Gran Bretagna. Costoro hanno studiato le alleanze di un gruppo di 121 delfini che vivono nella Baia degli Squali, nell’Australia Occidentale.

La società dei delfini

La società dei delfini, una specie di “cittadini del mare” è basata su reti cooperative di primo livello: in essa due o tre maschi si organizzano per condividere l’accesso ad una femmina.Nel secondo livello, ci sono gruppi più grandi (e il numero sale: dai 4 ai 14). La scoperta non è da sottovalutare: fino ad oggi si pensava che la cooperazione tra gruppi negli esseri umani fosse unica. Non solo, si ipotizzava pure che dipendesse da altre due caratteristiche: l’evoluzione dei legami di coppia e le cure parentali da parte dei maschi.  Secondo Richard Connor dell’Università di Darthmouth, “i nostri risultati mostrano che le alleanze intergruppo possono emergere anche senza queste caratteristiche”. Poi lo definisce “un sistema sociale e di accoppiamento più simile a quello degli scimpanzé”. Stephanie King  dell’Univeristà di Bristol commenta così: “Non solo abbiamo dimostrato che i tursiopi maschi formano la più grande rete di alleanze a più livelli conosciuta al di fuori degli umani ma che le relazioni di cooperazione tra i gruppi, piuttosto che semplicemente le dimensioni dell’alleanza, consentono ai maschi di trascorrere più tempo con le femmine, aumentando così il loro successo riproduttivo”.

Alberto Celletti

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