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Roma, 16 feb – Se c’è qualcosa del grillismo che veramente urta – al netto del giustizialismo forcaiolo, del vuoto programmatico e del qualunquismo sciattone – è proprio la retorica dell’onestà. Inflessibili con gli altri, ma assai benevoli verso sé stessi, i cinque stelle non hanno neanche avuto scrupoli nel modificare il proprio codice di condotta ad personam: è il caso, ad esempio, della Raggi, accusata di falso ideologico ma “salvata” dal guru pentastellato con un colpo di spugna sul regolamento interno.

Insomma, è facile rivendicare un’onestà senza l’onere della prova: prima delle elezioni sono tutti onesti, è dopo che devi dimostrare di essere diverso dagli altri. E i grillini, per ora, sembrano in tutto e per tutto uguali agli altri. Tanto più adesso che sta infuriando lo scandalo di “rimborsopoli”, che ha coinvolto anche nomi pesanti del M5S. Di Maio ha dovuto addirittura affermare: “Ho fatto male a fidarmi”. Sarà che fidarsi di gente conosciuta su Facebook non è mai una buona idea.

Ma l’immagine emblematica di questa “onestà” usurpata dal M5S ce l’ha offerta Ivan Della Valle. Appena uscito su internet il servizio delle Iene che ha scoperchiato il vaso di Pandora, il deputato grillino ha pensato bene di far fagotto e di far perdere le proprie tracce. Della Valle, infatti, non ha restituito i rimborsi e se ne è fuggito in Marocco, dove si trova attualmente. Così ha raccontato il padre al Corriere: «Mi ha telefonato subito dopo l’uscita dei servizi de Le Iene. Lì ha capito che sarebbero arrivati presto anche a lui. “Papà, sono nella merda”, ha detto». E il padre gli ha suggerito l’“onesta” soluzione: «Vai a farti un giro, fai calmare la bufera».

Il padre di Ivan Della Valle prosegue: «Ora è a Casablanca, o giù di lì. È ospite dei genitori della sua ex moglie». Il genitore, poi, rivela il modus cogitandi del grillino medio: «No, non lo condanno perché quelli sono soldi suoi, e non ha commesso alcun reato. Dico però che è stato un imbecille perché, come hanno fatto altri parlamentari grillini usciti dal gruppo e confluiti nel Misto, avrebbe potuto lasciare il Movimento e tenersi tutti i suoi soldi. E ora sarebbe tranquillo e sereno». Tu chiamala se vuoi “onestà”.

Valerio Benedetti

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1 commento

  1. Che ottimo elemento, il futuro del nostro paese è in mani solide…….che bella la vita,facile dare qualche euro dal lauto stipendio della casta e poi farsi rimborsare anche il caffè e il maritozzo ……..e questi ,lui e i suoi accoliti , dovevano rappresentare il nuovo che avanza……….magari se ne andassero tutti in marocco e ci restassero per sempre.

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