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Napoli, 16 feb – Roberto De Luca, figlio del governatore campano Vincenzo nonchè assessore comunale al bilancio del comune di Salerno, è indagato dalla Procura di Napoli per corruzione, nell’ambito di un’inchiesta su voto di scambio e traffico di rifiuti. Insieme a lui altri esponenti politici di centrosinistra e centrodestra, tutti candidati alle prossime elezioni, tra cui Luciano Passariello, consigliere regionale campano di FdI e candidato alla Camera.
A testimoniare il coinvolgimento di De Luca nell’inchiesta è un video pubblicato dal quotidiano on-line Fanpage in cui un finto imprenditore propone accordi illeciti in riferimento ad appalti per lo smaltimento delle ecoballe. De Luca jr, pur non parlando mai in qualità di assessore, vanterebbe la possibilità di intervenire a livello regionale, proponendo il nome di alcuni intermediari necessari per facilitare la chiusura dell’affare. A incastrare il figlio del governatore campano, sarebbe un altro video, in cui un commercialista a lui vicino farebbe riferimento a una tangente da pagare nelle misura del 15 per cento, nella quale, a detta dello stesso commercialista, sarebbe inclusa anche la quota di De Luca.
L’inchiesta, che oltre ai politici vede coinvolti anche alcuni imprenditori collegati a clan camorristici, ha portato a una serie di perquisizione negli uffici regionali. Nel decreto di perquisizione eseguito dagli uomini dello Sco, il servizio centrale operativo della polizia, e dalla Squadra Mobile si ipotizzano i reati di corruzione aggravata dalla finalità mafiosa, corruzione e finanziamento illecito dei partiti. 
Ma anche i vertici della testata Fanpage, che ha realizzato il video in cui si vede De Luca, sono stati iscritti nel registro degli indagati. Questo perché il sito di informazione da mesi stava conducendo un’inchiesta parallela su presunti episodi corruttivi che coinvolgevano, imprenditori del settore dei rifiuti, politici e persone considerate vicino ad ambienti camorristici. Per questo, come atto dovuto, è indagato il direttore della testata Francesco Piccinini, mentre per il videoreporter Sacha Biazzo è stato ipotizzato il reato di induzione alla corruzione, essendosi servito di un ex camorrista per incastrare De Luca.
Anna Pedri
 
 
 
 
 



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