Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 28 dic – Secondo le iniziali ricostruzioni degli inquirenti, Desirée Mariottini, la 16enne di Cisterna di Latina stuprata e uccisa da un gruppo di immigrati irregolari in uno stabile per anni occupato dai centri sociali nel quartiere San Lorenzo di Roma, si prostituiva per ottenere droga. Stando però a quanto rivelato dal settimanale Giallo, la ragazza in realtà era vergine quando venne violentata dal branco. “Nel corso dell’esame autoptico, si è riscontrata una recentissima rottura imeneale”, si legge sulla rivista così come riportato anche da Dagospia.
Un particolare, quello della “recentissima rottura” dell’imene, che inevitabilmente , se confermato, cambierebbe tutto il quadro della vicenda. O almeno farebbe facilmennte dedurre che la giovane non si era mai concessa e fu stuprata quando, appunto, non ancora avuto rapporti sessuali con un uomo. Di conseguenza la rottura dell’imene sarebbe avvenuta proprio a causa dello stupro subito. Desirée dunque non soltanto fu picchiata e violentata, ma, sempre appunto che la versione del settimanale Giallo dovesse essere confermata, venne privata della verginità.
“I risultati dell’autopsia – si legge – hanno fatto emergere tutta la verità sulla tragica fine della povera ragazzina. E allora lo ripetiamo ancora una volta: Desirée non si è affatto concessa ai suoi aguzzini in cambio di dosi di droga. Non lo ha fatto in quei tragici giorni di ottobre e non lo aveva mai fatto prima di allora. È stata vittima della crudeltà di un branco di quattro uomini senza scrupoli”. Ulteriori dettagli scioccanti sulla vicenda potrebbero emergere il 2 gennaio, giorno in cui uscirà in edicola il settimanale Giallo citato in anteprima da Dagospia.
Alessandro Della Guglia

La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

  1. Ogni ulteriore rivelazione aggiunge un po’ di orrore ad una vicenda già raccapricciante. Notate come questi elementi vengano comunicati all’opinione pubblica solo progressivamente, dopo aver datto precedere una campagna di distruzione dell’immagine della vittima (tattica comune all’episodio di Desirée come a quello di Pamela). Evidentemente, i “padroni del discorso” temono una reazione popolare, e cercano in ogni modo di contenerla. Ma non credano: mala informazione, malavita e mala politica non fermeranno quel sussulto di orgoglio che ogni giorno si annuncia più imminente, nel nostro splendido e sciagurato paese.

  2. Desirée può essere considerata la figlia di tutti; una figlia che ha pagato con la propria vita le colpe di coloro che hanno trasformato l’Italia nella pattumiera umana d’Europa

Commenta