Roma, 18 set – Il 25 settembre si avvicina, e con lui il momento della responsabilità. Il centrodestra appare in vantaggio sugli avversari, accreditato della possibilità di ottenere una maggioranza parlamentare tale da poter formare un governo stabile. Pertanto, oltre a sperare che l’eventualità si tramuti in certezza, appare fondamentale rivolgere un invito alla coalizione in merito alla crisi energetica in corso, che il nuovo esecutivo dovrà necessariamente risolvere positivamente.

Perché la destra di governo deve essere favorevole ai combustibili fossili

La risoluzione definitiva della problematica richiederà anni, dato che il percorso per la sovranità energetica purtroppo non è breve. Anche in ragione di ciò, sarà fondamentale per il centrodestra proporre una strategia alternativa all’ambientalismo eco-liberal ma, al tempo stesso, duratura e concreta nelle proprie possibilità di realizzazione. I combustibili fossili, carbone in testa, tanto osteggiati e criticati in questi anni, risulteranno decisivi per mitigare il prezzo della crisi ed evitare che una buona parte del nostro tessuto industriale e produttivo vada incontro al fallimento definitivo. Presentare l’utilizzo di queste fonti energetiche come salvifico e non deleterio sarà la vera sfida del prossimo governo: la riapertura delle centrali e la ripartenza delle catene d’approvvigionamento dei fossili permetterebbe l’incremento di posti di lavoro onesti e, soprattutto, abbatterebbe con l’evidenza la narrazione eco-catastrofista.

Ci vuole coraggio

Infatti, il peso dei combustibili sul riscaldamento globale è ancora tutto da dimostrare, dato che numerosi esperti (sia pure silenziati dal mainstream) raccontano di esso quale ciclo naturale facente parte della storia, non dovuto alle abitudini dell’uomo, giuste o sbagliate che siano. Un governo che si rispetti dovrà eludere il pensiero unico e sfruttare ogni fonte di energia disponibile per evitare la povertà e la miseria, ben più gravi dell’innalzamento dei mari previsto per i prossimi secoli. Una scelta di campo da compiere con coraggio, nella certezza di dover rappresentare una alternativa valida alla decrescita INfeliice.

Tommaso Alessandro De Filippo

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2 Commenti

  1. Questi di coraggio non ne hanno neanche un po’, sono solo chiacchiere e distintivo anche se in realtà non si distinguono in nessuna maniera dalla sinistra.

    Armi all’Ucraina, europeismo, invotabili per veri sovranisti.

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