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posizioni organizzative temporanee agenzia entrateRoma, 28 mag – La sanatoria degli ex dirigenti incaricati delle agenzie fiscali non ci sarà, questo è quanto ha deciso il governo facendo ritirare o dando parere negativo a tutti gli emendamenti che avrebbero vincolato l’esecutivo a ripristinare la situazione venuta meno nel marzo del 2015 all’indomani della sentenza della Corte Costituzionale n. 37. Si è preferito prolungare fino al giugno 2018 le posizioni organizzative temporanee, cioè funzionari chiamati a svolgere funzioni dirigenziali percependo un’indennità mensile di circa mille euro netti anziché il vero e proprio stipendio da dirigenti.

Fallisce così l’ultimo anello di una lunga catena di tentativi, effettuati negli ultimi 26 mesi, per rimettere in sella gli ex dirigenti nominati ad personam, senza concorso, tentando in tal modo di aggirare la sentenza della Consulta. E termina, di fatto, anche il mandato triennale della direttrice generale, Rossella Orlandi, che lascia l’ente in una situazione molto precaria e con previsioni cupe per il futuro. Il primo problema più impellente è la gestione del coordinamento con il nascituro nuovo ente pubblico economico, “Agenzia delle Entrate – Riscossione”, cioè l’ex Equitalia, che pur non entrando a far parte della pubblica amministrazione acquisirà molti più poteri dell’ex società di riscossione, coordinamento che dovrà avvenire nel prossimo luglio.

Il problema più grave è proprio quello dei dirigenti: sul ruolo pubblicato sul sito dell’Agenzia, aggiornato all’agosto 2016, risultano 24 dirigenti di prima fascia e 291 dirigenti di seconda realmente attivi. A distanza di quasi un anno il numero, soprattutto dei dirigenti di seconda fascia, è ulteriormente calato e, non essendoci all’orizzonte alcun concorso a prova di ricorso al Tar, è sempre più alto il rischio di non avere un numero sufficiente di dirigenti, nel 2018, per coprire persino gli incarichi essenziali nelle 19 direzioni regionali, nelle 111 direzioni provinciali e nelle 10 direzioni centrali che compongono l’Agenzia delle Entrate. Ma anche le posizioni organizzative temporanee stanno diventando un’incognita, in quanto ormai sono avviate verso il terzo anno consecutivo, perdendo proprio quel carattere di temporaneità che dovevano avere nelle more di un nuovo concorso che l’Agenzia non ha mai bandito, evidentemente nella speranza di qualcuno di vedere tornare in carica gli ex incaricati.

A tutto ciò si aggiungano anche le raccomandazioni dell’Ocse e del Fmi di cui dovrebbe tenere conto il governo in una riforma ad ampio raggio dell’intero settore delle agenzie fiscali che però al momento è in alto mare. In questa situazione è evidente la situazione di disagio, di malumore e di incertezza dei circa quarantamila dipendenti delle Entrate che, nonostante tutto, hanno proseguito in modo egregio a svolgere il proprio lavoro. Un’eredità pesante quindi quella che andrà a sobbarcarsi, molto probabilmente, l’attuale commissario straordinario di Equitalia, Ruffini, che si troverà a dover affrontare le questioni insolute sopra esposte e molti altri problemi che in questi anni non solo non hanno trovato soluzione ma sono andati anche peggiorando.

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