Roma, 31 mar – Posti i dubbi più che legittimi sul disegno di legge contro il cibo sintetico, Alleanza Verdi e Sinistra non poteva mancare di farci ridere ancora una volta. Sparandole a caso, altissime come sempre e, ovviamente, retoriche.

Divieto cibo sintetico, per Alleanza Verdi e Sinistra è “propaganda alimentare”

Ma che diamine significa “propaganda alimentare”? Nulla, come praticamente tutto ciò che partorisce la sinistra, specialmente se nelle sue versioni più fucsia ancora peggio del suo nucleo originale, ovvero il “piddì”. Eleonora Evi, deputata per Alleanza Verdi e Sinistra della premiata ditta Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, parla addirittura di “decisione oscurantista”. Ellamiseria, cara Eleonora, manco fossimo di fronte a una sorta di Inquisizione. Parole rigorosamente a caso, che non riflettono – ovviamente – sui punti deboli della decisione del governo, ma lì c’è la questione ben poco risolvibile di essere a favore di quella che loro chiamano “carne coltivata”, in luogo di ciò che – immaginiamo “propagandisticamente” – il governo definirebbe “sintetica”. Informiamo gli “scienziati” di Alleanza Verdi e Sinistra che qualunque definizione si voglia dare al prodotto, non si tratta comunque di qualcosa di naturale.

La “lotta al cambiamento climatico” a qualsiasi costo, pure della salute

Poco conta che sussistano dei dubbi sulla salute umana, al punto che alcuni prodotti come la cabarettistica ed ultima “carne di mammut” non possano essere commercializzati. Per la sinistra ultraecologista ciò che conta è la lotta agli allevamenti intensivi. Nutrizionisti come Giorgio Calabrese hanno avanzato dei dubbi e la necessità di maggiori studi prima di mettere in vendita prodotti come questi, ma dal lato sinistro – in tutti i sensi – della politica italiana non c’è discorso che tenga: viva la carne sintetica, coltivata o come diavolo la vogliate chiamare. Ad ogni costo.

Stelio Fergola

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1 commento

  1. Come ho già segnalato, con lor signor e ronzinanti serventi, il confine tra farmaco ed alimento si assottiglia (!); questi post-sessantottini hanno raccolto l’ eredità di chi puntava alla pillola sostitutiva del cibo!

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