Roma, 8 gen –  La Repubblica Democratica del Congo e’ il piu’ grosso produttore di cobalto, e detiene due terzi delle riserve globali del minerale, molto richiesto per produrre batterie per auto elettriche. Ma questo paese ha ricavato finora pochi benefici dall’estrazione di questo metallo. I motivi sono tanti, non ultimo il fatto che parte delle entrate venga costantemente “sottratta” dalla sua classe dirigente.

Il Congo e le batterie da cobalto

L’estrazione del cobalto in Congo, dunque, di per sé porta pochi vantaggi, visto che i guadagni li ottiene chi lo trasforma in batterie. Ma questo processo avviene fuori dall’Africa, il che porta naturalmente gli introiti verso Paesi come la Cina, che delle batterie sono produttori. Uno stato di fatto ovviamente insostenibile per il governo congolese, che a tal proposito ha creato un ente, il Battery Council, per promuovere la produzione di batterie elettriche così da ottenere maggiori benefici economici.

Produrre batterie, un affare economico

Al momento non sono stati forniti dettagli riguardo questo piano, ma secondo alcune ricerche, un impianto in Congo per la produzione di batterie sarebbe piuttosto economico: costerebbe solo 39 milioni di dollari, mentre in Cina o Polonia comporterebbe degli esborsi decisamente più consistenti (rispettivamente 112 e 65 milioni di dollari). C’è poi un altro vantaggio, legato al fatto che nella Repubblica Democratica del Congo vi sia una certa abbondanza di risolse idroelettriche, e che quindi la produzione di queste batterie avrebbe un basso impatto ambientale. Non sarebbe neanche necessario trasportare il cobalto in altri Paesi, e la produzione in loco produrrebbe poco inquinamento.

Le potenzialità e i vantaggi associati alla produzione di batterie in Congo sono quindi enormi. Non deve sorprendere che il governo congolese voglia promuovere un settore che è destinato a crescere enormemente.

Giuseppe De Santis

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