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Roma, 22 set – Le quattro repubbliche marinare sono state delle forme di governo davvero molto particolari. Il loro dominio talassocratico si è unito ad una forma di democrazia avanguardistica di tipo oligarchico davvero molto interessante. L’onore, però, come in ogni altro regno, governo o stato ci fosse all’epoca, era l’elemento più importante. Andrea Pisani era l’esempio fatto persona del coraggio veneziano.



Il patrizio veneziano

Venezia era lo stato più ricco, la repubblica più famosa e quella con le “mani in pasta” di più di qualsiasi altro con i commerci internazionali. Il patriziato veneziano reggeva il capoluogo veneto con il pugno di ferro soprattutto in ambito economico. Andrea Pisani era figlio di due famosi nobili veneti, Gianfrancesco Pisani e Paolina Contarini. Tuttavia, la giovinezza di Pisani è stata segnata da alcune azioni non troppo lodevoli.

Nel 1682, infatti, assieme ad altri amici avrebbe schernito e, secondo alcune voci, trattato in malo modo alcune suore. Ciò era un comportamento assolutamente inviso per la nobiltà veneziana che lo cacciò dalla laguna. Il giovane si arruolò, pertanto, tra le fila dell’esercito ungherese e combatté durante l’assedio di Buda. La ricerca dell’onore era qualcosa di troppo importante per il nobile veneziano. Redento dalla nobiltà lagunare, Andrea Pisani si arruolò nell’Armada, la flotta veneziana sotto il comando di Pietro Zaguri.

In guerra contro la mezzaluna

Ad oriente imperversava il nemico ottomano. Ben presto anche Venezia dovette temere e resistere agli attacchi turchi nelle isole mediterranee sotto il dominio del Doge. Andrea Pisani prese parte, inizialmente, alla guerra austro-turca vinta dagli Asburgo, poi prestò servizio anche alla Battaglia degli Scogli degli Spalmadori per difendere le isole di Chio ed Andro. Rientrato in patria venne decorato con il grado di senatore ed, in seguito, Provveditore generale delle Isole, un ruolo importante volto a preservare la grandezza veneziana.

Andrea Pisani orchestrò l’intelligente difesa di Corfù e si distinse sul campo sul porto di Passavà sempre in azioni di protezione contro i turchi. Ottenne, in seguito, un ulteriore riconoscimento, divenendo Cavaliere dell’Ordine della Stola d’Oro, uno dei massimi titoli concessi dal Doge.

La leggenda di Pisani si concluse il 21 settembre 1718 quando un fulmine colpì la polveriera vicino alla quale si trovava il soldato veneziano. L’esplosione lo uccise lasciando un vuoto incolmabile. Andrea Pisani ricevette tutti gli onori militari ed, attualmente, riposa sull’Isola di Certosa.

Tommaso Lunardi



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