Roma, 31 ago – Nino Bixio non fu esattamente uno dei personaggi meglio visti all’interno del panorama rinascimentale italiano. Per lo meno, non lo fu da tutti. Anche Carmelo Agnetta non fu da meno. Valoroso in combattimento, fedele e durevole ma guai a chi si metteva sulla sua strada.

Con la Sicilia nel cuore

Anche se i genitori erano entrambi siciliani, Carmelo Agnetta nacque a Caserta il 22 agosto 1823. Fin da piccolo dimostrò il suo amore per la Sicilia, un posto lontano ma che, della quale, i genitori avevano un quanto mai vivido ricordo. Crescendo, poi, si avvicinò alle idee rivoluzionarie del padre Giuseppe. Tuttavia, Carmelo Agnetta rimase orfano del genitorequando era ancora molto giovane. La sua nuova figura di riferimento fu lo zio. Come il padre, anche il fratello era molto legato alle teorie rivoluzionarie e risorgimentali.

Per questo motivo partecipò alle rivoluzioni di Messina il 1° settembre 1847 assieme al giovane Carmelo. Dopo la rivoluzione del 1848, viaggiò in Francia ed Inghilterra e, in uno dei suoi viaggi, conobbe anche il presidente francese Carlo Luigi Napoleone. Bandito per sempre dalla sua Sicilia, Carmelo Agnetta entrò in contatto con Francesco Crispi e Giuseppe Garibaldi.

L’avventura coi Mille

Carmelo Agnetta ritornò in Sicilia non più come cittadino ma come patriota. Liberò l’isola dai Borbone. Famosa, poi, è la disputa che ebbe con Nino Bixio.

Ne parla G. Oddo ne “I Mille di Marsala. Scene rivoluzionarie”: «Agnetta non conosceva Bixio, ciò non ostante rispondeva alle domande. Bixio ascoltava, e finalmente dopo un momento di pausa in tuono autorevole diceva ad Agnetta di dovere accompagnare coi suoi nomini la salma di Tückery, di cui in quel giorno facevansi i funerali. A questo comando Agnetta rispondeva: Signore, non conosco chi siete! Nino Bixio alzò la mano e diede uno schiaffo all’Agnetta; questi mise mano alla spada e si avventò contra Bixio, ma non gli fu dato percuoterlo, perchè trattenuto dalle persone presenti al fatto. Agnetta era fuori di sé, e corse dal generale a narrargli l’accaduto; Garibaldi ne fu fortemente commosso, ed insieme all’insultato scendeva prestamente dal palazzo per ritrovare e riconoscere l’insultatore. Nella scala incontrano Bixio; Agnetta prende una sua carta di visita e la mostra a Bixio; questi la respinge e minaccia Agnetta col suo revolver».

Dopo questo episodio, l’inimicizia tra i due fu così dura che si arrivò al duello. Bixio venne ferito ad un braccio ma fu lo stesso Garibaldi a mettere la parola “fine” al fatto. Carmelo Agnetta ottenne molte promozioni fino al grado di maggiore, tuttavia il suo pessimo carattere lo fecero retrocedere di grado. Morì a Massa il 4 aprile 1889.

Tommaso Lunardi

1 commento

Commenta