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Roma, 4 mag – Le Marche sono state un territorio di grande fomento sociale nel nostro Risorgimento, ne abbiamo avuto modo di parlare più volte nel corso della nostra avventura tra i più “famosi degli sconosciuti”. I misfatti compiuti dalle élite hanno cercato di nascondere l’esempio di questi grandi uomini ma è cosa virtuosa ricordarne la figura e le gesta compiute per l’onore dell’Italia.

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Il corsaro

Durante il periodo risorgimentale, le Marche appartenevano allo Stato Pontificio ed erano poste sotto la diresse ingerenza del papa che le comandava e le governava da secoli come proprio possedimento legittimo. La realtà, tuttavia, era ben diversa. La regione era piena di fuochi di rivolta, in particolare ad Ancona e nei paesi limitrofi. Uno dei maggiori aizzatori era Feliciano Novelli, nato ad Agugliano il 19 giugno 1833. Fin da piccolo, Novelli venne a conoscenza della condizione all’interno dello stato pontificio della sua regione e, pertanto, decise di aderire agli ideali rivoluzionari che si respiravano nella vicina Ancona.

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Nel maggio del 1860, infatti, si spostò al porto di Genova. In qualità di marinaio, Feliciano Novelli trovò rapidamente posto nella Piemonte, la nave che avrebbe dovuto portare i soldati in terra di Sicilia. Una volta giunto a destinazione, venne immediatamente inquadrato nel corpo dei carabinieri genovesi e venne preparato alla battaglia. A Calatafimi venne ferito alla testa mentre attaccava l’esercito borbonico. Ridotta al minimo la convalescenza, riuscì a catturare con i suoi compagni la nave nemica Veloce e la usò per un attacco a sorpresa. Il suo piano fu un vero successo ma non si ripeté facilmente in quanto gli avversari, memori della precedente impresa, presero delle precauzioni. A causa di problemi logistici, infatti, Novelli venne catturato nell’agosto 1860 mentre cercava di appropiarsi della Tancredi.

Le ultime battaglie al fianco di Garibaldi

Il giovane anconetano, dopo la liberazione, venne chiamato a rapporto da Giuseppe Garibaldi in persona che lo volle al suo fianco nelle battaglie del nord Italia. Allo scoppio della terza guerra d’indipendenza, infatti, dovette difendere i propri compagni dalle incursioni nemiche sul lago di Garda da parte degli austriaci. Ottenne anche una medaglia al valore, ma il suo impegno non finì lì.

Feliciano Novelli combatté anche per l’unificazione di Roma assistendo Garibaldi durante la disfatta di Mentana del 1867. Si ritirò, dopo quest’ennesima avventura, a vita privata. Il garibaldino numero 694 morirà a Chiaravalle il 1° maggio 1918.

Tommaso Lunardi

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